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Brexit, Boris Johnson: “No backstop”. UE: “Su Irlanda non si tratta”

Boris Johnson di rimuovere il backstop, meccanismo che tutela l'Irlanda in caso di Brexit senza accordo. Donald Tusk: "Vuole ripristinare i confini".

brexit accordo raggiunto

Il rischio di una Brexit no deal diventa sempre più reale, mentre si avvicina la data ultima del 31 ottobre 2019. L’Unione europea infatti ha respinto la richiesta di Boris Johnson di rimuovere il backstop, ovvero quel meccanismo che entrerà in vigore se il Regno Unito uscirà dall’UE senza aver trovato un accordo, pensato per evitare un confine rigido tra Irlanda (paese membro dell’UE) e Irlanda del Nord (regione del Regno Unito). Senza accordo, scatterebbe quindi il backstop che manterrà il Regno Unito nell’Unione doganale e introdurrà regole ad hoc per l’Irlanda del Nord, la quale rimarrebbe così integrata nel mercato unico europeo.

Brexit, l’UE conferma il backstop

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk afferma infatti che “il backstop è un’assicurazione per evitare un confine rigido sull’isola d’Irlanda a meno che e fino a quando non verrà trovata un’alternativa.

– aggiungendo – Quelli che sono contro il backstop e non propongono alternative realistiche sostengono di fatto il ristabilimento di un confine. Anche se non lo vogliono ammettere”.

Anche Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea, chiarisce che la lettera inviata da Boris Johnson alla vigilia del G7 di Biarritz “non fornisce una soluzione giuridica e operativa, per impedire il ritorno di un confine rigido sull’isola d’Irlanda. Non stabilisce quali accordi alternativi si potrebbero trovare e in effetti riconosce che non esiste alcuna garanzia che tale accordo potrebbe attuarsi entro la fine del periodo di transizione. Detto ciò, – chiarisce infine – noi siamo pronti a lavorare in modo costruttivo con il Regno Unito e nell’ambito del nostro mandato”.

Boris Johnson in cerca di alleanze

Il neo premier britannico però replica: “Una cosa che, a mio avviso, complica leggermente il quadro è che i nostri amici dell’UE pensano ancora chiaramente che esiste una possibilità che il Parlamento blocchi la Brexit.

E fintanto che pensano che ci sia la possibilità che il Parlamento blocchi la Brexit, è improbabile che si pensino a fare le concessioni di cui abbiamo bisogno“.

Intanto, un portavoce di Downing Street assicura: “Noi siamo profondamente impegnati per la pace, prosperità e sicurezza in Irlanda del Nord e non saranno mai, e siamo stati chiari su questo, istituite infrastrutture o controlli sul confine“.

Boris Johnson si prepara mercoledì 21 agosto 2019 ad incontrare prima Angela Merkel a Berlino e poi Emmanuel Macron a a Parigi. Difficilmente però la cancelliera tedesca darà spago alla strategia del premier britannico, tanto che Norbert Röttgen, che dirige la Commissione per gli Affari esteri del Bundestag, ha anticipato: “La lettera al Presidente del Consiglio europeo non è un’offerta seria e Boris Johnson lo sa”.


Nata a Roma, classe 1981. Ha scritto sul web per testate e blog e collabora con Notizie.it .


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Paola Marras

Nata a Roma, classe 1981. Ha scritto sul web per testate e blog e collabora con Notizie.it .

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