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La popstar Joana Sainz muore in concerto colpita da fuoco artificiale

Secondo le prime indiscrezioni, a scatenare l'esplosione sarebbe stato un errore di fabbricazione dell'ordigno.

uccisa joana sainz

Morta in un tragico incidente la celebre popstar e ballerina Joana Sainz Garcia durante un suo concerto vicino Madrid. Secondo le prime ricostruzioni, a provocare l’accaduto l’esplosione di un ordigno pirotecnico che si trovava sul palco per lo spettacolo. Inutile la corsa in ospedale, dove la ragazza è arrivata già priva di sensi.

Morta la popstar Joana Sainz

Si è spenta all’età di 30 anni Joana Sainz Garcia, giovane ballerina e celebre popstar spagnola. L’episodio è avvenuto domenica 1 settembre, durante un suo concerto a Las Berlanas, vicino Madrid, dove stava esibendosi con la Super Hollywood Orchestra: un incidente tragico, irreale quasi, dove Joana ha perso la vita a seguito dell’esplosione di un ingegno pirotecnico collocato sul palco proprio per l’esibizione. La BBC ha riportato gli istanti che sono seguiti all’incidente, dove la ragazza è stata immediatamente trasportata d’urgenza all’ospedale Nuestra Señora de Sonsoles di Avila: giunta già priva di sensi, i medici non hanno potuto far altro che constatarne la morte.

Tante le immagini circolate poi sui vari social dell’incidente, alcune che riprendono proprio il momento in cui Joana cade a terra. “El Diario Montanes”, un quotidiano spagnolo, racconta anche del disperato tentativo di primo soccorso di un medico e un’infermiera presenti tra il pubblico, rivelatisi però inutili.

Le parole della famiglia

“Tutta la famiglia Prones, i partner, gli artisti, gli amici, i collaboratori sono molto tristi e costernati per la perdita della nostra collega e amica Joana Sainz”, si legge in un comunicato ufficiale pubblicato sul profilo Facebook dell’agenzia. Isidro Lopez, proprietario di Prones 1SL che segue gli artisti, ha poi dichiarato che la causa del tragico incidente potrebbe essere un difetto di fabbricazione dell’ordigno, poiché i fuochi utilizzati nell’ultimo spettacolo sarebbero gli stessi utilizzati nei precedenti, quali non avevano causato nessun problema.

Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.


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Lavinia Nocelli

Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.

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