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Islam, ultima vittima della guerra in Siria: morta a soli 6 anni

Si chiama Islam l'ultima vittima della violenta guerra che in Siria va avanti dal 2011: la piccola aveva solo 6 anni ed è morta tra le mura di casa.

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L’ultima vittima in Siria si chiama Islam al Sdair, di 6 anni. Un’altra giovane esistenza strappata brutalmente alla vita per colpa di una guerra violentissima che va avanti dal marzo del 2011 e che ha visto seminare la morte ovunque. La disperazione del padre e della sorella, che non si danno pace.

Islam morta a 6 anni

L’ultimo nome sulla lista delle morti in Siria è quello di Islam al Sdair, di sei anni. Inseparabile dalla sua sorella gemella Rahim, entrambe con profondi occhi azzurri, solcati però da morte e distruzione da tutta la loro vita. Una guerra, quella Siriana, nata nel marzo 2011, che ha registrato migliaia di vittime, cui si aggiunge quella di Islam. La piccola è stata uccisa a Maaret al-Numan, nella provincia nord-occidentale di Idlib, con un colpo di artiglieria nella sua casa.

“Ogni notte mia figlia dormiva accanto a me – ha detto tra le lacrime il padre Mohammed – ora è sola. Ho passato tutta la notte accanto alla sua tomba”. Un attacco che non solo ha ucciso Islam, ma che ha ferito anche gli altri sette membri della famiglia, compresa la madre e il piccolo di soli 3 mesi.

Le parole del padre

Mohamed, 57 anni, fatica a parlare, tanta la disperazione che lo affligge nell’aver dovuto seppellire il corpo della piccola. “Nel momento dell’attacco, sua sorella gemella Rahim stava giocando in strada e Islam la voleva raggiungere. Quando l’ho rivista era morta. Questa era la mia terza e ultima casa, ormai non siamo al sicuro in nessun posto. Ieri sera, è stata colpita la casa dei nostri vicini”.

Una vita distrutta la loro, così come l’abitazione: una violenza, quella contro i civili, che l’uomo non si spiega e fa fatica a comprendere: “Non si può lottare contro il terrorismo uccidendo bambini. Quello che Assad e Putin stanno facendo qui a Idlib sono crimini mirati contro i civili“. Un papà afflitto doppiamente dal dolore, che non riesce a spiegare alla propria figlia Rahim dove sia sparita la sorella, che continua a chiedere di Islam: “Da venerdì non fa altro che pregarmi di riportarla indietro, non riesce più a dormire. Vuole vedere Islam”. Gli appelli che continuano ad arrivare – a migliaia – sul rispetto del Diritto Internazionale Umanitario e a Salvaguardare la vita dei civili continuano a cadere nel dimenticatoio. Il popolo siriano, disperato, nonostante gli appelli all’Onu e alle principali potenze, è costretto ad un’unica soluzione: l’abbandono delle proprie abitazioni per scappare il più lontano possibile.

Sono circa 630mila gli sfollati, secondo l’ultimo report dell’Onu: le famiglie cercano riparo dove possono, in autobus di fortuna o cercando alloggio dentro delle caverne. Danneggiate le scuole, cosa che ha messo a rischio l’inizio della scuola per centinaia di bambini. Intanto Assad comunica di aver firmato un’amnistia generale, quella che molti ritengono un’ultima offerta ai ribelli prima di una grande offensiva finale: ovvero altri morti, sfollati e sofferenza.


Nata a Senigallia, classe 1994, è laureata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ha frequentato l'Ecole Supérieur de Journalisme. Oltre che con Notizie.it, collabora con Waamoz.


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Lavinia Nocelli

Nata a Senigallia, classe 1994, è laureata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ha frequentato l'Ecole Supérieur de Journalisme. Oltre che con Notizie.it, collabora con Waamoz.

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