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10mila sfollati ad Ayn Issa. I curdi: 800 affiliati scappati dal campo

L'esercito turco mantiene il controllo di 14 villaggi e della cittadina di Suluk, mentre Els è penetrato in 4 villaggi nella zona di Ras Al Ayn.

conflitto in siria
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L’Osservatorio Nazionale per i diritti umani in Siria ha annunciato che sono circa 10 mila gli sfollati ammassati tra Raqqa e il confine turco, nel campo di Ayn Issa. Tra questi ci sarebbero sia siriani sia familiari di jihadisti dell’Isis tra i quali mogli e vedove dei soldati con i figli. Inoltre, la polizia curdo-siriana ha lasciato il campo abbandonando i profughi al loro destino. Nel frattempo as Ayn Issa sono iniziati i bombardamenti turchi e quasi 800 persone, affiliate dell’Isis, sono riuscite a scappare. “Il campo di Ayn Issa è ormai senza controllo” hanno dichiarato i curdi. Siamo al quinto giorni di conflitto in Siria: le forze armate turche dell’offensiva nel nord-est annunciano la conquista della cittadina di Suluk.

Vediamo la situazione.

Conflitto in Siria: la situazione

L’agenzia di stampa Anadolu ha specificato che nel quinto giorno di offensiva nel nord est della Siria, le forze militari turche hanno conquistato la cittadina di Suluk, un punto strategico situato a 10 km dal confine. Tuttavia, le forze armate di Ankara l’hanno poi liberata dalle formazioni curde dell’YPG. Un’altra fonte, invece, riferisce che i combattimenti sono ancora in corso. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha poi spiegato che le milizie curde dell’Ypg avrebbero inflitto alcune sconfitte all’esercito siriano. Quest’ultimo, attraverso alcune controffensive, avrebbe ripreso il controllo di alcuni villaggi. Anche il ministero della Difesa di Ankara ha confermato queste controffensive. In una nota, infine, ha spiegato che l’esercito turco mantiene il controllo di 14 villaggi e della cittadina di Suluk, mentre Els (l’esercito libero siriano) è penetrato in 4 villaggi situati nella zona di Ras Al Ayn.

L’attivista per i diritti delle donne

I miliziani filo-turchi hanno trucidato 9 civili nella giornata di sabato 12 ottobre nel nord-est della Siria: tra essi c’era anche un’attivista per i diritti delle donne.

Secondo quanto ha riferito il Guardian, infatti, Hevrin Khalaf, la segretaria generale del Partito Futuro siriano, è stata uccisa insieme al suo autista su un’autostrada. I colpi sarebbero stati sparati con un’arma da fuoco, secondo quanto riferiscono le forze curde. In un video diffuso sul web, inoltre, si sentono gli insulti dei militari verso i civili nel momento in cui avviene la strage. “I nove civili sono stati giustiziati in diversi momenti a sud della città di Tel Abyad” scrivono i media.

Il braccio politico delle forze democratiche siriane a guida curda (SDF) ha spiegato in una nota che Khalaf è stata “trascinata fuori dalla sua auto durante un attacco sostenuto dalla Turchia e giustiziata da milizie mercenarie sostenute da Ankara”.

“Questa – ha aggiunto poi – è una chiara prova che lo stato turco sta continuando la sua politica criminale nei confronti di civili disarmati“. La morte dell’attivista, secondo un esperto di politica curda, rappresenta una grande perdita. “Aveva un talento per la diplomazia, partecipava sempre agli incontri con americani, francesi e le delegazioni straniere”.

Stop alla vendita di armi

Luigi Di Maio ha annunciato la convocazione straordinaria del Consiglio Ue: “Lunedì al consiglio Ue dei ministri degli Esteri, come governo, chiederemo che tutta l’Ue blocchi la vendita di armi alla Turchia”. Olanda, Norvegia, Finlandia, Germania e Francia, inoltre, non forniranno altre armi ad Ankara.

Tuttavia, Erdogan ha chiarito che lo stop alla vendita delle armi non fermerà l’offensiva turca in Siria. In un tweet il presidente ha aggiunto: “Dopo che abbiamo lanciato la nostra operazione, hanno minacciato di imporci sanzioni economiche e l’embargo sulla vendita di armi. Ma quelli che pensano di poter fermare la Turchia con queste minacce si sbagliano di grosso“. Infine ha concluso: “Il nostro esercito penetrerà per una profondità di 30, 35 chilometri in territorio siriano. Al momento mi risulta che 490 terroristi dell’Ypg siano stati uccisi. L’operazione ‘Fonte di Pace’, di cui ci assumiamo la responsabilità, è diretta a distruggere le postazioni dei terroristi Ypg, non contro i curdi che sono nostri fratelli. Vogliamo consolidare l’integrità territoriale della Siria”.


Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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