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Guerra in Siria, la Turchia inizia l’assalto a Manbij

L'esercito turco prepara l'attacco a Kobane, città simbolo della resistenza allo Stato Islamico. Trump: "L'Ue prenda i prigionieri Isis".

guerra siria
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Durante la liberazione del Rojava dalle forze dello Stato islamico, è diventata il simbolo stesso della resistenza del popolo curdo e della lotta al fondamentalismo islamico. Oggi la città di Kobane è di nuovo sotto attacco, questa volta da parte dell’esercito di Ankara che si prepara a colpire con il benestare della Russia. Fonti militari del governo di Erdogan confermano che la Turchia è pronta a continuare la guerra in Siria sferrando un attacco alla città dal fronte occidentale.

Iniziato l’attacco a Manbij

Nel pomeriggio di lunedì 14 ottobre, le truppe di Ankara hanno dato inizio all’attacco alla città di Manbij. La notizia è stata diffusa tramite Twitter da Mustafa Seijari, uno dei leader dei combattenti filo-turchi. L’obiettivo è la conquista di quello che è considerato un avamposto strategico a ovest dell’Eufrate, attualmente nelle mani dei curdi.

Il presidente Erdogan ha assicurato che la Turchia “andrà fino in fondo. Siamo determinati e finiremo quello che abbiamo iniziato”.

Guerra in Siria, Turchia verso Kobane

Nella guerra contro i curdi nel nord della Siria e, in particolare, nell’assalto a Kobane e Manbij, la Turchia può contare sul sostegno del Cremlino. “L’approccio mostrato dalla Russia non sarà un problema per il nostro attacco” ha assicurato Erdogan. Un ingente numero di truppe, mezzi blindati e carri armati avrebbe già fatto il proprio ingresso nell’area a ovest del fiume Eufrate, già sotto il controllo turco.

Il presidente turco è poi tornato ad attaccare l’Unione europea, riferendo di aver parlato sia con la cancelliera tedesca Angela Merkel sia con il premier britannico Boris Johnson. “Nei nostri colloqui ho capito che c’è una seria disinformazione” ha commentato Erdogan.

Rivolgendosi alle potenze europee, dopo la minaccia di inviare in Europa oltre tre milioni di rifugiati, ha chiesto: “Da che parte starete? Da quella del vostro alleato Nato o dalla parte dei terroristi?”.

Damasco schiera l’esercito

Nel frattempo, il governo di Damasco ha schierato le proprie truppe a sostegno dei combattenti del Rojava, inviandole sul confine con la Turchia. L’esercito di Assad è entrato nella città di Tel Tamer, a circa trenta chilometri da Ras al-Ain, dopo il raggiungimento di un accordo con i curdi. Grazie all’accordo. “l’esercito siriano può essere dispiegato lungo il confine siro-turco, per aiutare le Fds (Forze democratiche siriane) e liberare le città siriane occupate dai turchi, come Afrin” hanno dichiarato fonti dell’esercito turco tramite social e alle agenzie stampa.

Trump: “Prigionieri Isis in Ue”

Donald Trump torna a parlare della crisi in Siria tramite Twitter.

Il presidente americano ha sottolineato che “i prigionieri [dell’Isis, ndr] non verranno mai negli Usa, non lo permetteremo”. È un compito che spetta all’Europa, che “avrebbe dovuto prenderli già in precedenza, dopo numerose richieste, senza permettere loro di scappare. Devono farlo adesso”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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