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Imposto il coprifuoco in Cile: il paese torna ai tempi di Pinochet

I cittadini della capitale dovranno rimanere in casa dalle 22 alle 7 e richiedere un permesso speciale nel caso debbano uscire.

Cile coprifuoco

Dopo gli scontri e le violenze verificatisi a Santiago, il Cile ha imposto il coprifuoco nella capitale, per la prima volta dai tempi di Pinochet. A sorvegliare che la misura venga rispettata ci sono carri armati e blindati dei militari.

Imposto il coprifuoco in Cile

Il caos è sfociato dopo l’ennesimo rincaro imposto dal governo sul trasporto pubblico, specie sul biglietto della metropolitana. Migliaia di persone sono scese nelle piazze delle principali città del paese, causando scontri con la Polizia e un bilancio di tre morti.

Iniziata con un tono pacifico, la protesta è sfociata in saccheggi di supermercati e in danneggiamenti a 80 stazioni della metro. I manifestanti hanno incendiato diversi tornelli e devastato altre strutture: si stima che per la ricostruzione servano almeno 200 milioni di dollari.

In seguito all’escalation degli scontri, che hanno portato a 308 arresti e 156 poliziotti feriti, il Presidente Pinera ha dichiarato lo stato di emergenza.

Ha altresì garantito che farà approvare una legge che sospenda l’aumento del costo del biglietto. Intanto però a Santiago è stato imposto un coprifuoco totale. I cittadini dovranno obbligatoriamente stare in casa dalle 22 alle 7 della mattina successiva. Se avranno bisogno di uscire necessiteranno di un permesso speciale.

A pattugliare le strade ci sarà l’Esercito, che insieme alla Polizia garantirà il rispetto del provvedimento. Una misura eccezionale spesso messa in atto nei paesi latini, ma che per il Cile acquista un significato particolare. É dal 1990, ovvero dalla riconquista della democrazia dopo Pinochet, che il paese non imponeva ai cittadini restrizioni del genere.


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