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Ritiro Usa dalla Siria, le proteste curde contro l’esercito americano

Il ritiro dell'esercito Usa dai territori della Siria settentrionale è accompagnato dalle proteste della popolazione curda contro i soldati americani.

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Stanno facendo il giro del web in queste ore le immagini che mostrano le proteste della popolazione curda contro le operazioni di ritiro dell’esercito Usa dal nord della Siria. In numerosi video pubblicati su Twitter si possono infatti vedere cittadini curdi tirare pietre e ortaggi contro i mezzi militari americani mentre questi cercano di abbandonare il territorio del Rojava. Una reazione popolare alla decisione di Donald Trump dello scorso 6 ottobre di disimpegnare le forze americane dal teatro siriano, lasciando implicitamente via libera al Presidente turco Erdogan per la propria offensiva militare in funzione anti curda.

Ritiro Usa dalla Siria, le proteste curde

Alcuni dei video pubblicati sul web provengono da Qamishli, città governata dai curdi ma molto vicina al confine con la Turchia e per questo oggetto delle mire dell’esercito di Ankara. In uno di questi video si vede infatti la popolazione locale bersagliare i blindati statunitensi con lanci di pietre e ortaggi, mentre in un altro video sempre da Qamishli due uomini si piazzano davanti a un convoglio dell’esercito con due cartelli in mano.

Su questi cartelli era scrita la seguente frase: “Dite ai vostri bambini che i bambini dei curdi sono stati uccisi dai turchi e che voi non avete fatto niente per proteggerli”.

In queste ore molti giornalisti sottolineano inoltre la radicale differenza di trattamento tra come erano stati accolti i soldati americani al loro arrivo in Siria e come invece vengono trattati ora che se ne stanno andando. Quando giunsero nel nord Siria qualche anno fa, i militari Usa vennero infatti considerati come degli eroi dai curdi per essere venuti ad aiutarli nel contrastare lo Stato islamico.

Il “tradimento” americano

Durante le operazioni militari contro l’Isis, le forze curde e quelle statunitensi avevano dimostrano un’ottima collaborazione, combattendo fianco a fianco per difendere il territorio curdo noto come Rojava.

Proprio per questo motivo la decisione di Trump di ritirare l’esercito è vista da molti come un tradimento, che ha lasciato i curdi completamente soli a gestire l’offensiva militare di Erdogan.

Non è però ancora chiaro se sia stato programmato il ritiro totale dell’esercito Usa. Alcuni analisti credono che Trump stia studiando la possibilità di mantenere un contingente di 200 soldati nella Siria orientale, i modo da respingere gli assalti dell’Isis, della esercito siriano e della Russia.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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