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Caduta del Muro di Berlino, celebrazioni dei 30 anni dalla rivoluzione

Le celebrazioni per il trentennale della caduta del Muro cominceranno nella mattinata di sabato 9 novembre. Presenti i quattro leader di Visegrád

caduta Muro di Berlino
caduta Muro di Berlino

Uno sbarramento di cemento e filo spinato alto tre metri e lungo 155 chilometri ha tenuto divisa la capitale tedesca per quasi trent’anni. Quello che oggi ci appare un ammasso di relitti diroccati erano un tempo “striscia della morte”, prigionia che ha immobilizzato per 28 anni più di un milione di persone. Una frontiera fortificata che divideva Berlino Est da Berlino Ovest, il Comunismo dal Capitalismo. Le 302 torri di guardia oggi si mischiano nel panorama urbano della grande metropoli tedesca, ma un tempo non lasciavano scampo ai fuggiaschi. Tentare di scavalcare il Muro, nella gioiosa speranza di accedere a una società migliore, significava morire. Fu questa la fine di più di 200 persone. Per il trentennale della caduta del Muro di Berlino, le celebrazioni ufficiali cominceranno nella mattinata di sabato 9 novembre alla sede della presidenza della Repubblica, al castello di Bellevue, con un saluto del capo dello Stato, Frank-Walter Steinmeier.

Presenti anche i quattro leader di Visegrád.

Caduta del Muro di Berlino, il trentennale

La caduta del Muro si fece simbolo della riunificazione tedesca, formalmente conclusa il 3 ottobre 1990. Fu la fine di quel Novecento spezzato dalla Cortina di ferro e dai blocchi contrapposti.

caduta Muro di Berlino

A Berlino erano quasi le 19 quando il portavoce del governo della Ddr, Guenter Schabowski, convoca una conferenza stampa. L’annuncio era stato tanto atteso. L’ora è scoccata: si può oltrepassare il Muro. In un’ora decine di migliaia di berlinesi dell’Est raggiungono la frontiera, costringendo le guardie ad alzare le sbarre bianche e rosse. Nessuno fu sottoposto a controlli: i cittadini potevano riassaporare il gusto della libertà e in molti poterono rincontrare amici e parenti da tempo lontani.

Quella notte i berlinesi festeggiarono tra picconate e abbracci, brindisi ed emozione. In migliaia urlavano a gran voce, sventolando bandiere della Germania. Molti giovani delle nuove generazioni conobbero gusti, cibi, luoghi, persone di cui fino ad allora avevano solo sentito parlare.

“Berlino è di nuovo Berlino”, titolano i giornali.

Le celebrazioni

Alle celebrazioni ufficiali ci saranno il presidente della Polonia, Andrzej Duda, quello della Repubblica Ceca, Miloš Zeman, e della Repubblica slovacca, Zuzana Caputová. Non mancherà neppure il capo dello Stato ungherese, János Áder. Con i quattro leader ci sarà Steinmeier e la cancelliera Angela Merkel.

Alle 10.30 l’incontro si sposterà nella Bernauer Strasse, dove saranno presenti Merkel, Steinmeier e i quattro leader di Visegrad. Verrà poi visitato il monumento dedicato alle rivolte che aprirono una breccia nella Cortina di ferro anche nei Paesi dell’Est. È lì che i cittadini attenderanno il discorso di Steinmeier. La cerimonia ufficiale si concluderà alle 11.15 alla Chiesa della Riconciliazione, dove la cancelliera terrà una dichiarazione.

Alle 17.30 di sabato 9 novembre a Berlino si terrà un concerto alla Porta di Brandeburgo, altro luogo simbolico della città divisa. Tra gli ospiti, Daniel Barenboim, direttore della Staatsoper, la leggenda techno DJ WestBam, Anna Loos, Banda Internationale, Zugezogen Maskulin, Die Zöllner, Dirk Michaelis e Trettmann.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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