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Morte Qasem Soleimani, le parole di Trump: “Abbiamo fermato la guerra”

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In merito all'uccisione del generale Soleimani, il Presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che la sua morte ha scongiurato ulteriori conflitti.

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A quasi 24 ore di distanza dal bombardamento che nella notte tra il 2 e il 3 gennaio ha causato la morte del generale iraniano Qasem Soleimani arrivano le prime parole del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il capo di Stato Usa, che aveva già orgogliosamente rivendicato l’azione militare, ha affermato che l’uccisione di Soleimani pone fine a quello da lui definito come “il suo regno di terrore”, aggiungendo che il generale a capo delle forze Quds stava preparando nuovi attacchi contro la coalizione occidentale in Medio Oriente.

Morte Soleimani, parla Trump

Durante la conferenza stampa tenutasi nella sua tenuta di Mar-a-lago, in Florida, Donald Trump ha giustificato l’uccisione del generale Soleimani affermando: “Non abbiamo ucciso Soilemani per un cambio di regime o per iniziare la guerra.

Ma siamo pronti a qualunque risposta sia necessaria. […] il futuro dell’Iran appartiene al popolo che vuole la pace, non ai terroristi”.

Con le sue parole Trump ribadisce quindi la posizione intransigente del governo Usa, secondo cui i cosiddetti Pasdaran (cioè il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) di cui Soleimani era uno dei più alti ufficiali sarebbero da considerare a tutti gli effetti come un’organizzazione terroristica.

Le precedenti dichiarazioni


La fine del generale Soleimani era stata annunciata da Trump pochi minuti dopo la sua effettiva ufficializzazione tramite un emblematico post su Twitter in cui era ritratta l’immagine della bandiera americana. Qualche ora più tardi, il thycoon rilasciava alcune dichiarazione senza però menzionare esplicitamente la morte di Soleimani: “Il generale Qasem Soleimani ha ucciso o ferito gravemente migliaia di americani per un lungo periodo di tempo.

[…] Era direttamente e indirettamente responsabile della morte di milioni di persone, incluso il recente numero elevato di manifestanti uccisi nello stesso Iran. […] Gli iraniani non sono rattristati tanto quanto i loro leader faranno credere al mondo. Avrebbe dovuto essere catturato molti anni fa!”.

Mobilitati soldati americani in Italia

A seguito delle sopraggiunta crisi Usa-Iran, il governo americano ha preallertato le truppe dell’esercito di stanza nella base italiana di Aviano, in provincia di Vicenza. Secondo i mass media statunitensi, che hanno citato una fonte del Pentagono, un numero di soldati che va dai 130 ai 700 uomini potrebbe partire nei prossimi giorni in direzione Libano.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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