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Libia, Erdogan annuncia l’invio di truppe

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Erdogan, schierato con il governo di accordo nazionale del premier libico Fayez al-Serraj, ha annunciato l'invio di truppe turche in Libia

"Stiamo inviando le nostre truppe" in Libia
"Stiamo inviando le nostre truppe" in Libia "per sostenere la pace". Queste le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ufficializzato l’invio di truppe in Libia “per garantire la stabilità del legittimo governo di Tripoli”. Lo ha dichiarato lo stesso presidente turco durante un intervento ad Ankara.

Erdogan annuncia l’invio di truppe in Libia

I soldati turchi saranno in Libia e addestreranno i lealisti al governo di accordo nazionale del premier libico Fayez al-Serraj nell’ambito dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra i due paesi.

Nel frattempo anche il generale Haftar ha però informato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas che parteciperà alla conferenza di Berlino. A riferirlo tramite un tweet è stata l’emittente Al Hadath, della compagnia di Al Arabiya, citando proprie fonti. Al-Sarraj aveva già accettato l’invito a partecipare alla conferenza di Berlino.

Il Governo di accordo nazionale libico ha voluto però riconfermare tramite un post su Facebook l’assenso.

In queste ore è avvenuta anche la prima conversazione telefonica tra il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel succeduto a Donald Tusk e presidente russo Vladimir Putin, relativamente alla Conferenza di Berlino sulla Libia prevista per domenica 19 gennaio. “I presidenti – informa il Consiglio – sperano che tutte le parti arrivino ad un accordo per assicurare il cessate il fuoco e per rilanciare il processo politico“. Il presidente del Consiglio Europeo ci ha tenuto a specificare che l’Unione Europea sostiene le iniziative portate avanti dall’Onu e il processo di Berlino. I due durante la chiamata si sono dilungati parlando anche di Iran e Iraq.

Nel frattempo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è volato ad Algeri dove ha incontrato il premier algerino Abdelaziz Djerad.

L’Italia continua a lavorare senza sosta cercando di recuperare quel ruolo che sembrava essergli sfuggito di mano nei giorni scorsi.

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.


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Federico Dedori

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.

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