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Brexit, cosa cambia da febbraio 2020 per residenti e turisti?

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Alla mezzanotte del 31 gennaio 2020 sarà effettiva l'uscita del Regno Unito dall'Ue. Cosa cambia nell'immediato con la Brexit?

Brexit
Brexit, cosa cambia con il 1° febbraio 2020

Dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 è effettiva la cosiddetta Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Dopo 3 anni dal referendum che ha visto la vittoria del Leave, con la maggioranza conservatrice di Boris Johnson si è giunti ad un punto di svolta.

La scissione non sarà in realtà definitiva fino al 31 dicembre 2020. Per tutto l’anno è previsto infatti un periodo di transizione durante il quale resterà in vigore la maggior parte delle regole pratiche previste dagli accordi attuali. Cosa cambia quindi con il 1° febbraio 2020? Le novità per residenti e turisti sono numerose.

Brexit: cosa cambia

Con il primo febbraio 2020 saranno perlopiù simbolici i cambiamenti immediati. Dai palazzi dell’Unione a Bruxelles è stata innanzitutto rimossa la Union Jack, la bandiera del Regno Unito. Dall’altro lato i vessilli europei non compariranno più sugli edifici del potere britannico. L’Unione Europea, per la prima volta nella sua storia, ha perso un Paese e con oltre 66 milioni di abitanti. Il Regno Unito rimane privo dei propri deputati, lasciando così liberi 73 posti nel Parlamento europeo, di cui 3 andranno all’Italia.

Londra rinuncia poi al commissario europeo e i suoi rappresentanti saranno esclusi dalle decisioni prese d’ora in avanti. Ciononostante, il Paese continuerà a contribuire al bilancio comunitario fino al completamento della transizione. Per i cittadini britannici non saranno più accessibili i concorsi per posti di funzionari dell’Unione.

A breve termine, molto poco cambierà. Questo perché il Regno Unito entrerà in un “periodo di transizione”, per consentire al Regno Unito e all’UE di negoziare le loro relazioni future, con l’obiettivo di concludere un accordo.

Per i passeggeri la libertà di movimento in aeroporto continuerà fino almeno a dicembre. Durante il periodo di transizione, il Regno Unito sarà ancora soggetto alle norme e ai regolamenti dell’UE – che includono i viaggi, con la totale libertà di movimento tra il Regno Unito e l’UE. Si potrà dunque continuare a lavorare e andare in vacanza nel Regno Unito senza restrizioni, mentre i cittadini del Regno Unito potranno continuare a fare lo stesso nei Paesi Ue.

Una volta terminato il periodo di transizione, vi saranno cambiamenti, anche se non è ancora del tutto chiaro in quale misura.

Residenti e turisti

Per i cittadini di Paesi Ue già registrati come residenti nel Regno Unito, di fatto le cose rimarranno invariate. Potranno infatti mantenere i diritti di cui godono attualmente nel Paese di accoglienza. I cambiamenti coinvolgeranno invece gli ingressi successivi. Dal 2021 diventerà infatti effettivo il termine della libertà di movimento e verranno introdotte nuove regole che, sostanzialmente, equipareranno i cittadini europei a quelli extracomunitari. Per viaggiare fuori dal Regno Unito sarà quindi necessario il passaporto e verranno introdotte norme più stringenti per i visti, i turisti e i lavoratori. Mentre dunque le cose non saranno diverse nel breve periodo, è buona idea seguire i consigli del governo se il passaporto è in attesa di rinnovo. Il sito web del governo spiega che potrebbero essere richiesti almeno sei mesi di validità. Il passaporto dovrà inoltre avere meno di 10 anni. Gli animali domestici non saranno in grado di viaggiare nell’ambito dell’attuale regime di passaporto per animali domestici e dovranno seguire una procedura diversa che richiede quattro mesi. Dopo la Brexit, le tessere di assicurazione sanitaria europea potrebbero non essere valide in molti paesi dell’UE, pertanto sarà necessaria un’adeguata assicurazione di viaggio con copertura sanitaria. Coloro che intendono guidare potrebbero anche aver bisogno di documenti aggiuntivi e ottenere un permesso di guida internazionale per alcuni paesi. Per i cittadini europei che intenderanno raggiungere il Regno Unito, le carte d’identità verranno gradualmente eliminate e sarà necessario presentare il passaporto. Si prevede inoltre l’introduzione del visto elettronico, una sorta di Esta sul modello statunitense. Almeno tre giorni prima di partire per Londra bisognerà chiedere un’autorizzazione online.

I negoziati

Una volta entrata in vigore la Brexit partiranno i negoziati che dovranno definire i rapporti futuri tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea. I colloqui entreranno nel vivo a marzo e daranno la priorità al dossier dei rapporti commerciali. Fra gli obiettivi di Johnson, un trattato di libero scambio con i Paesi dell’Unione. I tempi stretti e la complessità della questione potrebbero però ostacolare il raggiungimento di una conclusione, col rischio di un nuovo “no deal” a fine anno.

Nato a Milano, classe 1983 è laureato in Comunicazione Digitale. Collabora con Notizie.it di cui, dal 2018, è direttore responsabile e ha scritto per Il Giorno, NewNotizie e Daily Word Italia.


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Daniele Orlandi

Nato a Milano, classe 1983 è laureato in Comunicazione Digitale. Collabora con Notizie.it di cui, dal 2018, è direttore responsabile e ha scritto per Il Giorno, NewNotizie e Daily Word Italia.

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