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Attivista arrestato in Egitto: è studente dell’Università di Bologna

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Un ricercatore e attivista di 27 anni è stato arrestato in Egitto nella serata di giovedì 6 febbraio. Il giovane studiava all'Università di Bologna.

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Si teme per la vita Patrick George Zaky, attivista egiziano e studente dell’Università di Bologna arrestato nella serata di giovedì 6 febbraio all’aeroporto de Il Cairo, in Egitto. Stando a quanto riportato dalle agenzie di stampa, sul giovane pendeva un mandato di arresto datato 2019 con l’accusa di incitazione alla protesta, di cui però lui ha affermato di non esserne minimamente a conoscenza.

La vicenda è al momento seguita in Italia dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Attivista arrestato in Egitto: studiava a Bologna

A confermare la notizia del fermo è stata l’associazione Amnesty International con cui Patrick, attivista e ricercatore, collaborava assiduamente nel campo dei diritti Lgbt e degli studi di genere. Ignoti per il momento con certezza i reali motivi dell’arresto e lo stato in cui si trova, tanto che si teme possa essere stato sottoposto a tortura e ad elettroshock.

Zaky si era diretto in Egitto per trascorrere un periodo di vacanza vicino alla famiglia, ma è stato fermato dalle forze dell’ordine appena atterrato a Il Cairo.

Stando a quanto raccontato degli stessi familiari del ragazzo, Zaky sarebbe stato trattenuto in aeroporto per alcune ore per poi essere messo in stato di fermo e condotto nei locali della procura di Mansoura, sua città natale. Questi dettagli sono stati affermati dallo stesso ricercatore, attualmente ancora sottoposto ad interrogatorio, in una telefonata che gli è stato concesso di fare con la famiglia.


Le accuse contro il ricercatore

A fornire ulteriori dettagli sulle accuse rivolte all’attivista è Mina Thabit, responsabile della Ong Egyptian commissione for rights and freedoms con la quale Zaky collabora assiduamente. Secondo quanto affermato da Thabit, Patrick George Zaky è stato arrestato con l’accusa di “Diffondere false notizie sui social media, spingere le persone a protestare contro le istituzioni, spingere le persone a sollevarsi contro le istituzioni e usare i social media in modo da danneggiare la sicurezza nazionale”.

Thabit ha poi aggiunto come le accuse contro il ragazzo siano frequentemente utilizzate dal governo egiziano come pretesto per arrestare ed incarcerare facilmente gli oppositori politici: “Non sono accuse fondate: Patrick è un ragazzo tranquillo, non ha mai fatto niente di male e non ha precedenti. È solo un attivista per i diritti”. Il timore che si fa largo in queste ore è che possa ripresentarsi una vicenda simile a quella di Giulio Regeni.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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