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Coronavirus: Gabriele Battaglia racconta come avviene il ritorno in Cina

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Controlli, moduli, quarantena: Gabriele Battaglia racconta come avviene un viaggio Italia-Cina dopo la diffusione del coronavirus nel settentrione italiano.

Coronavirus Gabriele Battaglia

Tornato in Cina dopo la diffusione del coronavirus nel nord Italia, il giornalista Gabriele Battaglia ha raccontato come è avvenuto il rientro a Pechino, tutti i controlli che sono stati effettuati durante e dopo il volo e come dovrà comportarsi per i successivi quattordici giorni.



Coronavirus: il racconto di Gabriele Battaglia

Per tornare nel luogo dove da tempo lavora come corrispondente, Battaglia ha spiegato di essere partito da Milano Malpensa e di aver raggiunto la capitale cinese tramite uno scalo a Francoforte. Qui è avvenuto il primo controllo della temperatura, dopodiché una volta imbarcatosi ha ricevuto una “Health Declaration Card” da compilare. Ha dovuto inserire la provenienza, un suo eventuale contatto con persone affette da coronavirus e la presenza o meno di sintomi sospetti. In alternativa, ha sottolineato, è possibile fare la dichiarazione anche online tramite WeChat.

Una volta arrivato a Pechino è stato sottoposto ad un ulteriore controllo della temperatura, avvenuto anche al momento di prendere il treno che l’ha portato dall’aeroporto al centro della città.

Di tutti i viaggi ha rimarcato la ridotta quantità di persone incontrate, dimostrata da alcuni scatti: treno vuoto, posti liberi in aereo, controlli rapidissimi.

L’arrivo a casa

Il racconto prosegue con il momento dell’arrivo a casa. Davanti alla porta ha trovato dei funzionari del wuye con fascetta azzurra e una tenda da campo che fermano tutti coloro che entrano ed escono. Dopo avergli misurano la febbre, gli hanno fatto compilare un registro con nome, numero del documento, numero di telefono, numero del palazzo e dell’appartamento.

Ha quindi chiesto loro se fosse libero di circolare liberamente, al che loro gli hanno detto che avrebbe ricevuto una telefonata. Questa ha confermato i suoi sospetti: provenendo da un’area considerata a rischio, dovrà rimanere in quarantena per 14 giorni.

Devo dire però che sono stati molto carini e molto gentili.

Mi permettono di uscire oggi per comprare delle cose e per andare in banca, si sono offerti di darmi delle dritte per fare acquisti online. Dopo di che devo arrangiarmi con le consegne a domicilio e con il piccolo spaccio che c’è all’interno del supercondominio“, ha spiegato.

Il suo racconto evidenzia la quantità di controlli effettuati negli aeroporti e sui mezzi di trasporto. Mette poi in chiaro che chi proviene dall’Italia dovrà rimanere in isolamento per due settimane.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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