×

Coronavirus Usa: 426 test, in California 8.000 in quarantena volontaria

Condividi su Facebook

Scatta la paura Coronavirus anche negli Usa: i test fatti sono 426, in California è scoppiata la psicosi e 8000 persone sono in quarantena volontaria.

Coronavirus Usa
Coronavirus Usa

Scatta la psicosi Coronavirus anche negli Usa. Sono 426 i test fatti. Tra i sospetti, 12 sono collegati con viaggi all’estero, due sono parenti stretti. Dei 42 passeggeri della nave Diamond Princess, 3 sono risultati positivi al virus. Anche un militare statunitense di stanza in Corea del Sud è risultato positivo al test. Un militare di 23 anni è stato contagiato: attualmente è in quarantena nella sua residenza fuori dalla base di Camp Carroll, in una città vicina alla città coreana di Daegu. Intanto 5 università hanno già sospeso programmi in Italia, soprattutto a Firenze. San Francisco dichiara l’emergenza e in California ci sono 8000 persone in quarantena volontaria.

Coronavirus, la reazione degli Usa

Tra la popolazione la paura del Coronavirus comincia a diffondersi, ma il presidente Donald Trump si è detto fiducioso.

Il Centres for Disease control e “la mia amministrazione stanno facendo un ottimo lavoro nel trattare il Coronavirus, inclusa la chiusura molto precoce dei nostri confini in alcune aree del mondo. Nonostante i dem sostenessero fosse “troppo presto”, si è rivelata la decisione corretta. Ma tanto non importa quanto bene facciamo…”, ha scritto Trump su Twitter.

Ma il panico non si placa: Elon University, Fairfield, Florida International, New York University e la Syracuse sono le università americane che, almeno per il momento, hanno deciso di sospendere i propri programmi in Italia. San Francisco, la quarta città più grande degli Stati Uniti, ha dichiarato lo stato di emergenza locale.

18 dei cittadini statunitensi evacuati dalla nave da crociera Diamond Princess e rimpatriati con volo diretto senza quarantena sono risultati positivi al test.

11 di loro sono in ospedale in Nebraska, 5 sono in quarantena in Texas e due in California, dove oltre 8.000 persone in quarantena volontaria, contro le 6.700 della settimana precedente. Il governo della California non ha imposto obblighi o misure restrittive. Tuttavia, i cittadini che si sono recentemente recati in Cina sono invitati a restare in casa, non andando al lavoro né in luoghi affollati.

L’allarme del Cdc

Il 23 febbraio, il Cdc aveva aggiornato il suo bollettino, portando a 39 il numero di cittadini Usa infettati a bordo della nave da crociera o di ritorno da Wuhan. Il Centres for Disease control aveva sottolineato la mancanza di materiale medico necessario qualora negli Usa dovesse scoppiare un’epidemia. Gli esperti del Cdc, inoltre, hanno messo in guardia circa la pericolosità dei campus universitari, frequentati da molti studenti stranieri.

Questi luoghi, infatti, potrebbero diventare focolai epidemici.

Richard Erbright, virologo e docente alla Rutgers University, con un tweet ha posto un altro problema. Sulla base dei dati ufficiali resi noti dal Cdc, il rischio di esplosione di un’epidemia negli Usa sembra particolarmente alto: perché allora in un Paese di circa 315 milioni di abitanti i test eseguiti sono solo 426? Si è domandato mettendo a confronto i quasi 200.000 test condotti dalla Cina o i 28.000 della Corea del Sud.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


Contatti:

Scrivi un commento

1000

Contatti:
Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

Leggi anche