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Coronavirus, la Spagna vieta tutti gli spostamenti: chiuso il Paese

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Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato lo stato di allerta: ci si potrà spostare solo per fare la spesa e andare al lavoro.

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L’impennata di casi degli ultimi giorni ha fatto scattare l’allerta per il Coronavirus in Spagna. Il Primo ministro Pedro Sanchez ha dichiarato lo stato di allerta vietando tutti gli spostamenti per un periodo di 15 giorni. Tutti gli spostamenti saranno limitati da un decreto molto simile a quello diramato dal Governo italiano.

Coronavirus in Spagna, un bilancio

In Spagna la situazione Coronavirus si sta velocemente aggravando. Il noto quotidiano El Pais ha reso noto il numero dei contagi complessivi: 5.753 cittadini risultano positivi al coronavirus, il bilancio dei morti è salito a 135. Per questo motivo, il governo spagnolo ha deciso di adottare misure restrittive, che possano contenere l’emergenza. “Purtroppo, non possiamo escludere che la prossima settimana supereremo le 10 mila persone contagiate”, ha dichiarato Sanchez. Poi il primo ministro ha aggiunto: “Siamo nella prima fase di una lotta contro il virus diffuso in tutti i paesi del mondo e in particolare nel nostro continente, l’Europa”.

Il governo spagnolo ha invitato tutti i cittadini ad attenersi strettamente alle disposizioni. “La vittoria dipende da ognuno di noi, l’eroismo sta anche nel lavarsi le mani e rimanere a casa”, ha detto. Il governo spagnolo è infatti seriamente preoccupato dalla diffusione del virus: il sistema sanitario nazionale potrebbe non essere attrezzato per fronteggiare l’emergenza. Un’infermiera della capitale spagnola ha affermato in proposito: “La situazione è molto difficile, ci sono più pazienti che letti“.

Al nord, in Catalogna, sono già chiuse le attività commerciali, le palestre e gli impianti sciistici. Anche la chiesa cattolica sta facendo uno sforzo per contenere il virus, limitando le importanti manifestazioni religiose su territorio nazionale. A Sevilla le processioni della Settimana Santa, previste per la prima settimana di aprile, sono state interrotte. Nel frattempo, la Conferenza Episcopale Spagnola ha invitato tutti i credenti ad ascoltare la messa alla radio e in tv, per evitare gli assembramenti in chiesa.

Nata a Roma nel novembre del 1992, ha studiato lettere all'università La Sapienza e si è successivamente avvicinata al mondo della comunicazione. Ha collaborato con Bossy e L'Indiependente.


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Beatrice Carvisiglia

Nata a Roma nel novembre del 1992, ha studiato lettere all'università La Sapienza e si è successivamente avvicinata al mondo della comunicazione. Ha collaborato con Bossy e L'Indiependente.

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