×

Coronavirus Stati Uniti: niente posto in terapia intensiva per i disabili

Condividi su Facebook

I reparti di terapia intensiva degli Stati Uniti potrebbero presto esaurirsi a causa del coronavirus: gli stati hanno già dato le direttive su chi salvare.

Coronavirus stati uniti terapia intensiva

Gli Stati Uniti si stanno trovando a fare i conti con un aumento dei contagi da coronavirus e presto gli ospedali potrebbero arrivare al collasso e a non avere abbastanza posti in terapia intensiva per tutti. Se questa circostanza si verificasse i medici saranno chiamati a valutare la speranza di vita dei pazienti e a concedere i respiratori a chi ce l’ha più alta. Il rischio più grande è quello di portare a delle discriminazioni delle fasce più deboli e dei disabili.

Coronavirus: terapia intensiva negli Stati Uniti

I criteri per la scelta dei pazienti variano da stato a stato ma hanno tutti un denominatore comune: qualcuno non ha diritto alla terapia intensiva. A dare la notizia è stato il quotidiano Avvenire che ha elencato le linee guida fornite ai medici ad una serie di stati.

In Tennessee per esempio ad essere esclusi dalla terapia intensiva saranno i pazienti con atrofia muscolare, mentre in Minnesota quelli con cirrosi epatica, malattie polmonari e scompensi cardiaci.

Il Michigan invece darà la precedenza ai lavoratori dei servizi essenziali. I medici di Washington, New York, Alabama, Utah, Colorado e Oregon valuteranno il livello di abilità fisica e intellettiva delle persone per scegliere a chi dare un respiratore.

Alcuni stati poi arrivano anche a condizioni che possono portare alla discriminazione dei disabili. Nel documento dell’Alabama si legge per esempio che “i disabili psichici sono candidati improbabili per il supporto alla respirazione“. Anche in quelli di Washington o Maryland si parla di capacità cognitiva e disturbi neurologici. Cosa che ha messo in allarme le associazioni di difesa dei più deboli.

Tre di esse hanno anche fatto causa per fare in modo che queste norme non entrino in vigore. E chiesto al governo che questi soggetti abbiano gli stessi diritti di tutti gli altri.


In più, altro principio che desta preoccupazione, è la presenza nei fascicoli di alcuni stati di una regola “che impone una pressione inaudita“. Vale a dire quella secondo cui si chiede a un paziente se, in caso di scarsità di respiratori, vuole usufruirne o lasciarlo a chi potrebbe avere più speranza di vita.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


Contatti:

Scrivi un commento

1000

Contatti:
Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

Leggi anche