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L’appello di Animal Equality: “Chiudiamo per sempre i wet market asiatici”

In piena emergenza coronavirus, Animal Equality ha dato il via a una campagna per chiedere all'ONU di vietare per sempre i wet market.

Coronavirus Animal Equality wet market

L’organizzazione Animal Equality ha lanciato una petizione per mettere al bando i wet market asiatici, i mercati da cui si sarebbero diffuse diverse epidemie tra cui la Sars, l’influenza suina e forse il coronavirus, e rivelando cosa sono costretti a subire gli animali che vengono qui venduti.

Animal Equality contro i wet market

Gli animalisti, di fronte all’epidemia in corso che ha già infettato oltre un milione di persone, hanno chiesto alle Nazioni Unite di mettere definitivamente al bando i mercati di carni animali come quello di Wuhan, focolaio della pandemia.

Per farlo hanno realizzato un video contenente immagini forti e violente relative alle condizioni in cui si trovano le specie.

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Gli animali vengono infatti tenuti rinchiusi in gabbie molto piccole e sporche per poi essere brutalmente macellati per i clienti che desiderano mangiare quel tipo di carne. Il che va anche a causare un problema sanitario perché le condizioni igieniche tanto dei mercati quanto dei luoghi di reclusione lasciano a desiderare.

Questo, ha spiegato il direttore esecutivo Matteo Cupi, crea terreno fertile per quelle che sono chiamate malattie zoologiche che a lungo andare potrebbero diventare una minaccia per la salute pubblica.

Per questo Animal Equality ha chiesto di firmare per la loro causa in modo che possa presto diventare realtà. A 24 ore dal lancio la petizione ha già raccolto quasi 100 mila firme e solo in Italia si sono superate le 25 mila.

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