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Bevono un succo nel supermercato e lo posano: “Diffondiamo il coronavirus”

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A Singapore due ragazzi sono stati denunciati per aver diffuso un video in cui bevevano da succhi al supermercato "per diffondere il coronavirus".

coronavirus ragazzi diffondere

Due ragazzi entrano in un supermercato ed iniziano a bere un succo di frutta per diffondere il coronavirus, mentre immortalano il tutto con un video. I protagonisti della vicenda sono due giovani di Singapore, che all’interno di un supermarket bevevano da bottiglie di succo di frutta per poi rimetterle a posto su uno scaffale. Per i due è scattata una denuncia e la successiva condanna.

Bevono il succo al supermercato per “diffondere il coronavirus”

Sono due ragazzi di 17 anni i protagonisti di un video girato a febbraio a Singapore che ha fatto scatenare il panico tra i cittadini. Durante il periodo di emergenza acuta, in cui la città si trovava ad affrontare il picco da contagio, due ragazzini si erano recati all’interno del supermercato ed hanno iniziato ad aprire confezioni di succo con lo scopo di diffondere il coronavirus. Il gesto postato sui social è stato immediatamente segnalato.

“Come diffondere il virus a Wuhan”

La vicenda non passò inosservata, anzi le autorità condannarono immediatamente il gesto considerandolo molto di più di una semplice bravata tra ragazzi.

Sui social i ragazzi postarono il video intitolandolo “Come diffondere il virus a Wuhan”. Da Instagram subito la segnalazione alla polizia e poi pochi giorni dopo la denuncia. Non è servito a niente cercare di giustificarsi e spiegare che volevano solo scherzare. I due ragazzi sono stati arrestati e condannati per disturbo della quiete pubblica.

L’app contro il virus

Se da un lato c’è chi usa la tecnologia per diffondere video di bravate di cattivo gusto, dall’altro c’è anche chi usa il digitale per sconfiggere il covid-19 e non diffonderlo. Sul sito del governo è stato diffuso un comunicato in cui si annuncia la nascita dell’app TraceTogether capace di avvisare chi è stato in contatto con una persona risultata positiva al tampone. “Se siete stati in contatto con un caso di Covid-19 – si legge sul sito del governo di Singapore- ,a prescindere se conosciate la persona, TraceTogher permette di chiamarvi rapidamente. Essere contattati in tempi brevi permette di proteggere le persone che vi circondano, riducendo la diffusione del Covid-19“.

Per attivare l’applicazione basterà utilizzare il proprio bluetooth per determinare quando uno smartphone è vicino ad un altro apparecchio sul quale sia stata installata l’applicazione fanno sapere sul sito governativo-. I due telefoni si scambiano ID anonimi, i dati vengono criptati e conservati esclusivamente sul vostro smartphone”.

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali. Ha studiato canto e pianoforte, incidendo un album e partecipando a premi nazionali come il Premio Mia Martini. Appassionata di spettacolo, televisione e musica italiana, da anni segue il Festival di Sanremo nonché manifestazioni sul territorio concernenti le arti visive.


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Annalibera Di Martino

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali. Ha studiato canto e pianoforte, incidendo un album e partecipando a premi nazionali come il Premio Mia Martini. Appassionata di spettacolo, televisione e musica italiana, da anni segue il Festival di Sanremo nonché manifestazioni sul territorio concernenti le arti visive.

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