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Coronavirus, marinaio della Roosevelt morto: era ricoverato a Guam

Un marinaio della Roosvelt è morto dopo aver contratto il coronavirus: il capitano della portaerei era stato rimosso per aver lanciato l'allarme contagi.

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Un marinaio risultato positivo al coronavirus sulla portaerei Theodore Roosevelt è morto: ad annunciarlo la Marina Degli Stati Uniti che ha ricostruito le fasi della sua malattia.

Coronavirus: marinaio della Roosevelt morto

Senza specificare né il nome né l’età del militare, ha sottolineato che aveva scoperto di essere infetto il 30 marzo 2020. Il 9 aprile i medici l’avevano poi ricoverato nel reparto di terapia intensiva in un ospedale della Marina Militare a Guam, luogo al largo del quale la portaerei era ancorata.

Sui cinquemila marinai presenti a bordo, circa 600 hanno contratto l’infezione e alcuni di loro sono ricoverati in ospedale.

Il 92% dell’equipaggio è stato sottoposto a test, 2.329 militari si trovano a terra e di questi 1.700 stanno alloggiando in alberghi. Dopo diverse controversie il 3 aprile si era infatti optato per far sbarcare 2.700 persone membri.

Il comandante che aveva dato l’allarme fu rimosso

La polemica era sorta dopo la fuga di una nota in cui il capitano della portaerei Brett Crozier implorava i funzionari della Marina di evacuare urgentemente la nave per proteggere la salute dei suoi marinai.

Crozier aveva anche segnalato le sue preoccupazioni sul contenimento del virus a bordo della nave chiedendo che i marinai potessero trascorrere la quarantena a terra. “Non siamo in guerra. I marinai non hanno bisogno di morire. Se non agiamo ora, non riusciamo a prenderci cura del nostro bene più affidabile: i nostri marinai“, aveva scritto in una nota.

Ma, dopo aver dato l’allarme, era stato rimosso dal comando dal segretario ad interim della Marina, Thomas Modly, poi dimessosi a seguito delle polemiche.

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