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Forbes esalta la leadership femminile nella gestione del Coronavirus

Un articolo di Forbes esalta la leadership femminile nella gestione dell'emergenza Coronavirus. Le donne leader si distinguono per quattro parole chiave.

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Coronation, Forbes elogia la leadership femminile nell'emergenza

Un recente articolo pubblicato da Forbes elogia la leadership femminile di fronte all’emergenza per il Covid-19. “Cosa hanno in comune i Paesi con le migliori risposte al Coronavirus? Delle donne come leader”, scrive Avivah Wittenberg-Cox nella sua pubblicazione.

L’autrice fa riferimento in particolare alle esponenti di Germania, Taiwan, Islanda, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Nuova Zelanda.

Coronavirus, Forbes: elogio alla leadership femminile

Avivah Wittenberg-Cox, esperta di leadership e gender balance, ha recentemente scritto un articolo per Forbes in cui esalta la leadership femminile nella gestione della pandemia da Coronavirus.

L’autrice ha fatto riferimento all’amministrazione dell’emergenza da parte delle leader di sette Paesi, evidenziando alcuni punti chiave. Secondo Wittenberg-Cox, infatti, la leadership femminile si è distinta per “verità, risolutezza, tecnologia e amore”.

I sette Paesi in cui si è distinta una guida femminile nella gestione dell’emergenza Coronavirus sono Germania, Taiwan, Islanda, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Nuova Zelanda.

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Verità

Angela Merkel non ha nascosto ai propri connazionali che quella a cui stavano per andare incontro era una grave minaccia. La cancelliera tedesca ha fin da subito specificato che fino al 70% della popolazione avrebbe potuto contrarre l’infezione.

La Germania ha così saltato la fase di negazione dell’emergenza vissuta in altri Paesi ed è intervenuta tempestivamente. I numeri del Paese sono molto ridotti rispetto a quelli degli altri Stati europei e di questo passo la nazione potrà ridurre presto le restrizioni.

Risolutezza

Risoluto e tempestivo è stata l’intervento di Tsai Ing-wen, Presidente di Taiwan. A gennaio la donna ha introdotto 124 misure per fermare la diffusione del Coronavirus, non dovendo così poi ricorrere a blocchi più decisi. Ora sta inviando 10 milioni di mascherine negli Stati Uniti e in Europa. La CNN ha definito quella di Ing-wen “tra le migliori risposte al mondo” all’epidemia. A Taiwan sono stati registrati solo 6 decessi.

La leader neozelandese Jacinda Ardern ha tempestivamente predisposto il lockdown, chiarendo ai propri concittadini l’elevato grado di allerta imposto dalla situazione. Quando in Nuova Zelanda c’erano solo 6 casi di Coronavirus, la Arden ha istituito l’obbligo di auto-isolamento per le persone in ingresso nel Paese e poco dopo ha vietato agli stranieri di entrare. Il Paese conta solo quattro morti e si prepara ad abolire le restrizioni.

Tecnologia

In Islanda, grazie alla leadership della premier Katrín Jakobsdóttir, tutti i cittadini possono usufruire di test per il Coronavirus gratuitamente. E così il Paese ha già esaminato cinque volte più persone della Corea del Sud, in proporzione alla popolazione. Inoltre, è stato istituito un sistema di tracciamento accurato che ha evitato così il lockdown e la chiusura delle scuole.

Sanna Marin, premier finlandese, ha invece richiesto l’intervento degli “influencer” sui social media, per diffondere informazioni sulla gestione della pandemia. Marin è ricorsa agli “influencer” avendo riconosciuto il fatto che nel Paese non tutti leggono la stampa.

Amore

La premier norvegese, Erna Solberg, ha usato la televisione per comunicare direttamente con i bambini del Paese. Solberg ha risposto così alle domande dei più piccoli, spiegando loro perché è normale sentirsi spaventati in questa situazione.

La conclusione dell’articolo

Avivah Wittenberg-Cox conclude così il suo articolo su Forbes: “L’empatia e la cura che hanno comunicato tutte queste leader sembrano provenire da un universo alternativo rispetto a quello a cui ci siamo abituati. È come se le loro braccia uscissero dallo schermo per tenerti stretto in un abbraccio sentito e amorevole […].

Ora, confronta questi leader e storie con gli uomini forti che usano la crisi per accelerare una terrificante tripletta di autoritarismo: incolpare gli “altri”, imbrigliare la magistratura, demonizzare i giornalisti e coprire il loro paese nell’oscurità del non-mi-ritirerò-mai (Trump, Bolsonaro, Obrador, Modi, Duterte, Orban, Putin, Netanyahu…).

Sono anni che la ricerca ci dice timidamente che gli stili di leadership delle donne potrebbero essere diversi e utili. Invece, troppe organizzazioni e società stanno ancora lavorando per convincere le donne a comportarsi come gli uomini se vogliono essere leader o avere successo. Eppure questi sette casi di studio offrono tratti di leadership che gli uomini potrebbero voler imparare dalle donne. È tempo di riconoscerlo e di eleggerne di più”.

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