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Avvocatessa rifiuta la quarantena: rinchiusa in manicomio

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Rifiuta la quarantena in Germania per il coronavirus: così l'avvocatessa Beate Bahner è stata rinchiusa in manicomio.

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Coronavirus in Germania, rifiuta la quarantena: avvocatessa rinchiusa in manicomio

Se in Germania rifiuti di seguire la quarantena, a causa del coronavirus, puoi essere rinchiuso in manicomio. O almeno, è questo il quadro che emerge dalla storia dell’avvocatessa Beate Bahner. La professionista, di Heidelberg, in Germania, dopo essere stata fermata dalle forze dell’ordine, è stata rinchiusa in manicomio.

A darne notizia è la stampa locale che racconta come domenica 13 aprile la polizia ha fermato – con qualche difficoltà a causa della sua opposizione – l’avvocatessa Beate Bahner. Come misura precauzionale è stata portata in un reparto psichiatrico di una struttura ospedaliera e lì è stata fatta visitare da un medico che poi ha deciso di trattenerla avendola trovata “in una situazione mentale molto confusa”, come spiegato dal portavoce Norbert Schätzle.

Avvocatessa rinchiusa in manicomio

Del resto, l’avvocatessa Beate Bahner aveva già manifestato il proprio dissenso – nei confronti delle misure da quarantena per il coronavirus – già nei giorni scorsi. La professionista tedesca aveva chiesto manifestazioni in tutto il Paese per la cancellazione delle misure di quarantena, giudicate eccessive. Secondo il suo parere, infatti, le misure da lockdown starebbero mettendo: “A rischio la protezione dei fondamentali diritti umani e la tutela dell’ordine libero e democratico nella Repubblica Federale della Germania”.

Inoltre, Beate Bahner aveva sostenuto che il coronavirus sia innocuo per il 95% della popolazione e aveva aggiunto, in una nota diffusa alla stampa, che non avrebbe potuto perdonarsi qualora, in qualità di legale: “Non avesse preso iniziative per proteggere il diritto con tutti gli strumenti a disposizione”.

Coronavirus in Germania

Martedì 14 aprile, il presidente dell’istituto epidemiologico Robert Koch è intervenuto nel dibattito sulla possibile riapertura graduale delle attività in Germania.

Nel corso della conferenza stampa a Berlino Lothar Wieler, ha detto che per la ripresa e l’allentamento del lockdown bisogna avere degli indicatori. Il presidente del Koch ha fatto riferimento al fattore “R” di riproduzione, al numero dei contagi al giorno e ad una serie di altri indicatori da tenere in considerazione.

Il bilancio in Germania, per il coronavirus, è il seguente (dati aggiornati al 15 aprile): 132.210 i casi di contagio registrati, stando ai dati divulgati dalla Johns Hopkins University.

Il bilancio delle vittime è salito a 3.495, mentre 72.600 sono i pazienti guariti. Il Robert Koch Institut, istituto di riferimento tedesco nella gestione del coronavirus, segnala invece 127.584 contagi e 3.254 vittime.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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