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Coronavirus Africa, Oms: “Contagi aumentati del 51% e morti del 60%”

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Diagnosi precoce, tamponi solo ai casi gravi e casi in aumento del 51%: la situazione sui contagi da coronavirus in Africa.

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Stando ai dati aggiornati a lunedì 200 aprile 2020 l’Africa conta un migliaio di vittime accertate e circa 20 mila contagi da coronavirus. Se, mentre l’Occidente si trova nel pieno dell’emergenza sanitaria, questi possono apparire numeri molto bassi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme sull’aumento di casi nelle ultime settimane.

Coronavirus in Africa: rischio aumento contagi

Negli ultimi sette giorni infatti i contagi sono aumentati del 51% e il numero delle morti accertate del 60%. Anche la Commissione Economica per l’Africa ha affermato che il continente non è affatto fuori pericolo e ci sarebbe il rischio che, se l’epidemia non viene contenuta, si registrino fino a 300 mila morti.

Nei giorni a seguire dunque si provvederà a fornire gli africani di un milione di kit diagnostici, numero però irrisorio e insufficiente per una popolazione di oltre un miliardo.

In più dieci paesi non hanno ventilatori polmonari e non tutti quelli disponibili sarebbero funzionanti. Quanto alle terapia intensive, tutto il continente ne conta 5 mila. Se l’epidemia si dovesse dunque propagare come negli stati occidentali, l’Africa correrebbe grossi rischi.

La grande sfida è dunque contenere i contagi proseguendo sulla linea che si è scelta fino a metà aprile, ovvero puntando sulla diagnosi precoce e sulla consapevolezza.

Il dottor Ousmane Faye, uno dei principali scienziati del continente, ha infatti spiegato che “confrontata con l’Europa, qui l’epidemia è più lenta e questo ci sta dando la possibilità di contenerne gli effetti“. Anche se non ha potuto non aggiungere che “se i contagi aumenteranno di molto non saremo più in grado di fronteggiare l’emergenza“.

Un altro problema riguarda poi i tamponi. Prima che il coronavirus arrivasse in Africa in tutto il continente vi erano solo due centri in grado di effettuare i test mentre ora sono disponibili in quasi tutti i paesi. Nonostante però ci siano conoscenze, strumenti e attrezzature, c’è una grave mancanza di reagenti e si è optato per effettuarli solo ai casi più gravi.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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