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Coronavirus, italiani bloccati in Colombia: “Abbandonati dallo Stato”

Italiani bloccati in Colombia a causa dell'emergenza coronavirus. L'appello disperato di Michele De Chirico, giovane 21enne di Terlizzi.

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Italiani bloccati in Colombia per coronavirus: l'appello di Michele De Chirico

A causa dell’emergenza coronavirus ci sono italiani bloccati anche in Colombia. Continua, dunque, l’emergenza dei connazionali rimasti all’estero e impossibilitati a poter ritornare in casa propria. È il caso, per esempio, di Michele De Chirico, giovane imprenditore e studente di 21 anni di Terlizzi.

In una lettera indirizzata a Notizie.it racconta la sua disavventura: “Mi chiamo Michele sono un ragazzo di Terlizzi (Bari) di 21 anni e sono bloccato al momento in Colombia nella cittadina di Armenia con due concittadini, saremmo dovuti tornare a casa il 17 marzo, poi a causa delle misure restrittive e a causa delle cancellazione dei voli siamo stati costretti a rimanere qui fino a fine maggio se tutto va bene”.

Italiani bloccati in Colombia

I giovani ragazzi, in Colombia per una vacanza-studio, hanno provato a mettersi in contatto con la Farnesina e l’Ambasciata italiana ma senza ricevere alcun riscontro: “Nessun aiuto per noi – scrive ancora un disperato Michele De Chirico – lo Stato ci ha abbandonati al nostro destino, non abbiamo ricevuto neanche un aiuto”.

Attualmente i due italiani bloccati in Colombia stanno vivendo in: “Una casa in affitto. Siamo qui in quarantena, non possiamo muoverci e non godiamo di assistenza sanitaria”.

La cosa che fa più male a Michele De Chirico è la mancanza di certezze per il futuro: “Non abbiamo una data di ritorno e a causa di questa situazione non posso vedere la mia famiglia”. Inoltre, è impossibilitato a poter proseguire il proprio percorso universitario: “Da qui mi è impossibile poter continuare”.

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Un post condiviso da Michele De Chirico (@micheledechirico) in data: 5 Apr 2020 alle ore 12:15 PDT

La storia di Michele De Chirico

A La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele De Chirico ha raccontato un particolare: un volo per tornare a casa c’era, il 15 aprile, messo a disposizione dal Belgio. Gli italiani che potevano imbarcarsi venivano estratti a sorte con soli 3 posti a disposizione. Inoltre, prima di procedere a estrazione, bisognava acquistare un biglietto che collegasse con Bruxelles a 350 euro, senza avere la certezza di potersi imbarcare.

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