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Coronavirus, 65enne spagnolo si sveglia dopo 57 giorni in rianimazione

Ricoverato il 27 febbraio dopo aver contratto il coronavirus, un pensionato spagnolo 65enne si è risvegliato dalla terapia intensiva dopo 57 giorni.

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Ha dell’incredibile ha storia del pensionato spagnolo Julio Lumbreras, contagiato dal coronavirus nel mese di febbraio e risvegliatosi dalla terapia intensiva dopo ben 57 giorni dal suo ingresso in ospedale. L’uomo, che ha trascorso quasi due mesi in rianimazione, era stato intubato il 27 febbraio quando ancora la pandemia non era esplosa nel continente europeo e pertanto senza che i medici sospettassero potesse aver contratto il coronavirus.

Coronavirus in Spagna, pensionato di risveglia

Stando a quanto raccontato dai familiari dell’uomo sul quotidiano spagnolo El Pais, Lumbreras ha iniziato ad accusare i primi sintomi lo scorso 19 febbraio senza sospettare minimamente di essere stato contagiato dal coronavirus.

Il 65enne infatti non era mai stato in Cina ne tanto meno aveva avuto contatti con persone di ritorno dal continente asiatico.

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Una volta visitato, il medico di base gli diagnosticò una polmonite consigliandogli di starsene a casa e sottoporsi a una cura a base di antibiotico. La cura però non provocò miglioramenti sulla salute dell’uomo, che nella giornata del 26 febbraio venne portato presso l’ospedale di Torrejon, nella comunità autonoma di Madrid.

Di li a poche ore Lumbreras fu intubato, senza nemmeno essere conscio di essere stato contagiato dal Covid-19.

La terapia sperimentale

Dopo i primi due tamponi con esito negativo, soltanto al terzo i medici ebbero la conferma dell’avvenuto contagio da parte del pensionato. Conoscendo i problemi si salute pregressi dell’uomo, che soffriva di broncopneumopatia cronica ostruttiva a causa del suo passato da fumatore, l’equipe decise di provare a curarlo con terapie sperimentali giocandosi l’ultima carta con i farmaci costicosteroidei.

Contrariamente alle previsioni l’uomo iniziò a migliorare gradualmente fino al risveglio avvenuto qualche giorno fa e commentato da uno dei medici con le seguenti parole: “Fortunatamente, il virus non aveva colpito altri organi, altrimenti probabilmente non ne sarebbe uscito vivo”.

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