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Coronavirus, la Nuova Zelanda è pronta a ripartire dopo il lockdown

A seguito del crollo dei contagi da coronavirus, la Nuova Zelanda di appresta a tornare alla normalità dopo oltre un mese di lockdown totale.

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In molti pronosticavano per il paese uno scenario simile a quello italiano, ma ala fine la Nuova Zelanda ce l’ha fatta a sconfiggere il coronavirus e dopo 33 giorni di lockdown totale da martedì 28 aprile verranno riaperte tutte le attività produttive che potranno garantire sufficienti misure di sicurezza.

Come comunicato dalla premier Jacinda Ardern, circa l’83% dei cittadini contagiati si è completamente ristabilito e nelle ultime 24 ore sono stati registrati soltanto tre nuovi casi, tutti provenienti da focolai già noti alle autorità.

Coronavirus, riparte la Nuova Zelanda

Nelle ultime cinque settimane, i neozelandesi sono stati costretti a rimanere chiusi nelle proprie case e a limitare drasticamente i propri spostamenti. Le uniche eccezioni erano consentite per chi doveva fare la spesa e per i lavoratori di aziende strategiche mentre chi voleva svolgere attività fisica poteva farlo solo in prossimità della propria abitazione.

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Le cosiddette restrizioni di livello 4 si sono dunque rivelate efficaci, tanto che la stessa premier Ardern ha commentato in merito all’attuale allentamento del lockdown: È una sorta di stanza di recupero, per valutare se l’incredibile lavoro che i neozelandesi hanno svolto durante il livello 4, per interrompere la catena di trasmissione del virus e prevenire ulteriori epidemie nella comunità, ha effettivamente funzionato”.

Per quanto riguarda lo sport, sono ora consentite tutte le attività fisiche da svolgersi in solitaria come la pesca o il golf, mentre rimane vietato il rugby: sport nazionale neozelandese.

Le misure di contenimento disposte dal governo hanno potuto funzionare anche grazie alla forte collaborazione da parte dei cittadini. Secondo un sondaggio effettuato da Horizon Poll infatti, il 73% dei neozelandesi è favorevole al consentire alle autorità sanitarie e di polizia di utilizzare i dati del proprio cellulare per rintracciare le persone venute in contatto con casi confermati di coronavirus.

La ripresa dell’economia

La Ardern ha inoltre precisato che con il passaggio dalle restrizioni di livello 4 a quelle di livello 3 il 75% dell’economia nazionale ha potuto tornare a essere operativo, mentre oltre un milione di persone sono tornate al lavoro. Stando infatti a quanto affermato da John McDermott, direttore esecutivo del Motu Economic and Public Policy Research, le industrie neozelandesi del settore primario come quelle tessili, alimentari e casearie (che costituiscono il pilastro dell’economia della Nuova Zelanda) sono attualmente in grado di riprendere facilmente a lavorare seguendo le linee guida governative in termini di sicurezza e distanziamento sociale.

Da parte dei ricercatori emergono tuttavia nelle ultime ore forti preoccupazioni in merito alla reale capacità dei neozelandesi di riuscire a rispettare le regole senza abbassare troppo la guardia di fronte al virus. La microbiologa dell’Università di Auckland Siouxsie Wiles ha infatti commentato: “Sono un po’ ansiosa perché dobbiamo prendere queste misure davvero sul serio e ridurre al minimo il nostro contatto con gli altri. Dobbiamo tutti prestare attenzione alle regole. Non si tratta di essere sociali, si tratta di stimolare l’economia. […] Se torniamo alla vita come di consueto, non ci vorrà molto perché alcuni casi diventino centinaia di casi

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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