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Coronavirus, l’aumento dei contagi in Germania è una bufala?

I dati raccolti mettono in dubbio notizia secondo cui si sarebbe verificato un aumento dei contagi da coronavirus in Germania.

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Lo scorso 28 aprile la maggior parte dei giornali italiani e internazionali aveva ripreso la notizia di un tempestivo aumento dei contagi da coronavirus in Germania in seguito agli allentamenti eseguiti. C’è però chi sostiene che si è trattato di una bufala.

Coronavirus, falso aumento dei contagi in Germania

In Germania il governo ha voluto allentare le misure di sicurezza in ottica coronavirus, dopo aver constatato un netto calo dei contagi nelle ultime settimane.

Non appena sbloccato il lockdown però, ecco comparire le prime notizie su un presunto aumento dei contagi. Una notizia che è stata erroneamente riportata dalla maggior parte dei quotidiani e siti italiani, sostiene Open, citando a sua volta un articolo del 28 aprile del tedesco Zeit.

Dati stabili

Prima di tutto, per asserire che ci sia stato un aumento dei contagi e che quindi la Germania sia a rischio seconda ondata, bisogna guardare alle fonti e ai dati raccolti.

In Germania in un articolo del Zeit del 28 aprile riporta che giovedì 30 aprile verranno discussi gli allentamenti e che i dati del Robert Koch Institute (RKI) non vanno ignorati dopo un aumento riscontrato dal 0.9 all’1.0 dell’indice di contagio. A tal proposito, si riportano di seguito tutti i dati raccolti nel mese di aprile che confermano una stabilità nei contagi, anziché aumento:

  • 08 aprile: 1.2
  • 09 aprile: 1.1
  • 10 aprile: 1.1
  • 11 aprile: 1.3
  • 12 aprile: 1.3
  • 13 aprile: 1.2
  • 14 aprile: 1.0
  • 15 aprile: 0.9
  • 16 aprile: 0.7
  • 17 aprile: 0.7
  • 18 aprile: 0.8
  • 19 aprile: 0.8
  • 20 aprile: 0.9
  • 21 aprile: 0.9
  • 22 aprile: 0.9
  • 23 aprile: 0.9
  • 24 aprile: 0.9
  • 25 aprile: 0.9
  • 26 aprile: 0.9
  • 27 aprile: 1.0 (poi diventato 0.96)
  • 28 aprile: 0.9

Dati giornalieri

C’è da dire, infine, che l’indice di contagio è calcolato in maniera tale da non coincidere con il dato giornaliero. Ecco cosa recita il file fornito dal RKI (il Robert Kock Institute):

The reproduction number, R, is the mean number of persons infected by a case. R can only be estimated and not directly extracted from the notification system. The current estimate is R= 1.0 (95% confidence interval: 0.8-1.1) and is based on current electronically notified cases (27/04/2020, 12:00 A.M.) and an assumed mean generation time of 4 days“.

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Conclusioni

Tradotto, si tratta di una stima basata sui casi notificati elettronicamente entro la mezzanotte di ogni giorno. I dati forniti vengono generati in 4 giorni; Da questo comprendiamo che il valore «R» tanto citato, relativo all’indice di contagio, non può in alcun modo rappresentare i dati giornalieri, me che quindi è doveroso aspettare qualche giorno per quantomeno abbozzare una stima su scala più ampia, come settimanale o mensile.

In conclusione, parliamo di dati ancora troppo acerbi per essere letti con accurattezza. Inoltre, gli allentamenti sono troppo recenti per far registrare un aumento così tempestivo dei contagi.

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.


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Marco Alborghetti

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.

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