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Coronavirus: la Cina ammette carenze nella prevenzione dell’epidemia

Il numero due della Commissione sanitaria della Cina ha ammesso lacune e carenze nei sistemi di prevenzione del'epidemia di coronavirus.

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Accusata da diverse parti di aver falsato i dati sull’epidemia di coronavirus e non aver avvertito in tempo il globo della sua pericolosità, la Cina ha ammesso che ci sono state lacune e carenze nel sistema sanitario e nella prevenzione, cosa che ha causato falle nella risposta alla diffusione dei contagi.

A dichiararlo è stato Li Bin, membro della Commissione sanitaria nazionale, a distanza di due mesi dallo scoppio della pandemia.

La Cina ammette carenze nella prevenzione del coronavirus

L’uomo ha infatti affermato che il sistema sanitario cinese non era adeguatamente preparato a fronteggiare una simile situazione. Il focolaio di Wuhan è stato dunque un grande test che ha rivelato che la Cina ha ancora carenze nel suo principale sistema di prevenzione e controllo delle epidemie, nei sistemi di sanità pubblica e in altri aspetti della risposta ad un’emergenza.

Di qui l’esigenza e l’impegno da parte dello stato di creare un sistema centralizzato, unificato ed efficiente che le permetterà, qualora si dovesse presentare un altra epidemia, di rispondere più prontamente. Si sta infatti pensando a come modernizzare il sistema di controllo e prevenzione delle malattie servendosi di big data, intelligenza artificiale, cloud computing e altre tecnologie.

Il tutto senza mancare di rafforzare la collaborazione con gli altri stati e partecipando attivamente alla governance globale della salute.

Già nei giorni precedenti alle dichiarazioni di Li, giunte in una conferenza stampa, la Cina aveva fatto sapere che, una volta terminata l’emergenza sanitaria, avrebbe sostenuto una revisione guidata dall’Oms sulla risposta globale alla diffusione del virus.

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