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Coronavirus, in Giappone morto lottatore di sumo 28enne

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In Giappone un lottatore di sumo è deceduto dopo aver contratto il coronavirus. L'atleta si è aggravato in pochi giorni.

Il lottatore di sumo Shobushi è morto in Giappone a causa del coronavirus. L’atleta aveva contratto la malattia e solo dopo nove giorni le sue condizioni sono peggiorate a tal punto da richiedere il ricovero d’urgenza. Contagiati anche i suoi collaboratori più stretti.

Coronavirus, in Giappone muore lottatore di sumo

Si chiamava Shobushi, nome d’arte di Kiyotaka Suetake, il lottatore di sumo deceduto in Giappone a causa del coronavirus. A soli 28 anni l’atleta della quarta divisione della categoria è deceduto per complicanze dovute alla malattia.

Il contagio e la morte

Il lottatore ad aprile si era reso conto di essere positivo al coronavirus e solo dopo 9 giorni le sue condizioni si sono aggravate a tal punto da rendere necessario un ricovero d’urgenza nel reparto di terapia intensiva di Tokyo.

Shobushi è anche una delle vittime giapponesi più giovani del coronavirus che, nonostante la predisposizione allo sport, non ha avuto scampo. Nel giro di poche settimane il coronavirus ha compromesso le funzioni degli organi vitali del lottatore.

Il suo allenatore e compagni di allentamenti sono risultati positivi ma le loro condizioni in poche tempo sono migliorate a tal punto da poter lasciare già l’ospedale. Il contagio è avvenuto, molto probabilmente, dopo il contatto con Shobushi.

Il sumo è un’arte marziale che presuppone il contatto. Praticarla mantenendo il distanziamento fisico è impossibile. Probabilmente lo sportivo, dopo aver contratto il coronavirus, ha continuato ad allenarsi per alcuni giorni, infettando anche i suoi più stretti collaboratori.