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Coronavirus, il New York Times dedica la prima pagina alle vittime Usa

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Il New York Times ha deciso di pubblicare l'edizione del 24 maggio riempiendo la prima pagine con i nomi delle vittime di coronavirus negli Usa.

Nella giornata del 24 maggio, il quotidiano americano New York Times ha deciso di andare in stampa con un’edizione totalmente dedicata alle vittime del coronavirus negli Stati Uniti. Tutte le sei colonne della prima pagina sono state infatti riempite con i nomi di mille delle oltre 100mila persone decedute negli Usa a causa della pandemia di Covid-19, definite nel titolo di apertura “Una perdita incalcolabile”.

Mille necrologi che rappresentano soltanto una goccia nel tempestoso mare che è attualmente l’emergenza sanitaria dall’altro lato dell’Atlantico.

New York Times sulle vittime del coronavirus

Nel commentare la decisione di dedicare la prima pagina alle vittime statunitensi del coronavirus, il quotidiano ha dichiarato in un breve paragrafo d’apertura: “I soli numeri non possono misurare l’impatto del coronavirus in America, sia che si tratti del numero di pazienti in cura, di lavori persi o di vite spezzate.

Mentre il Paese si avvicina al tragico traguardo di 100,000 morti attribuite al virus, il New York Times ha cercato i necrologi e gli annunci di morte delle vittime. Le 1000 persone qui riflettono solo l’1% del conto. Nessuno era un semplice numero”.

Dopo la prima fase europea, l’epicentro mondiale del coronavirus si è in breve tempo spostato oltreoceano approdando negli Stati Uniti. Fin dall’inizio le cifre dei contagi e dei decessi negli Usa sono state infatti drammatiche e secondo le previsioni matematiche degli epidemiologi, è probabile che nel prossimo mese di giugno si raggiunga il picco di 3mila morti al giorno, quasi il doppio degli attuali 1.700 morti.

Al momento il presidente Donald Trump e la sua amministrazione chiedono a gran voce una riapertura delle attività produttive con conseguente allentamento del lockdown, ma le ipotesi su un ulteriore peggioramento della pandemia negli Usa stanno mettendo in forse ogni vaga speranza di uscire dal lockdown.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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