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Coronaviurs in Yemen: mancano ossigeno e dispositivi di protezione

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Ospedali al collasso, famiglie senza accesso ad acqua e cure di base, ossigeno mancante: la situazione coronavirus in Yemen.

Coronavirus yemen

Tra gli stati dove l’emergenza coronavirus sta causando una situazione disastrosa vi è lo Yemen: complice la crisi economica e le guerre, alcuni ospedali sono distrutti e mancano di ossigeno, mascherine, guanti e qualsiasi tipo di protezione individuale. Stando ai dati del 4 giugno 2020 i casi sono quasi 400 e le vittime oltre 80, ma si sospetta che i contagi reali siano molti di più e possano aumentare esponenzialmente.

Coronavirus in Yemen

Le poche strutture ospedaliere funzionanti sono sature e quasi al collasso tanto che diversi pazienti con febbre alta e crisi respiratorie non possono essere curati. Inoltre risulta anche difficile per i cittadini limitare le occasioni di contagio perché la maggior parte di loro non può permettersi di acquistare mascherine.

I prezzi sono infatti altissimi tanto da averle fatte diventare un bene di lusso: quelle usa e getta costano fino a 0,5 dollari e quelle professionali arrivano fino ad 8, cifre decisamente alte se si pensa che il reddito medio è di circa 120 dollari al mese.

In più anche gli ospedali non riescono ad acquistare nuove bombole di ossigeno e il rischio è che non ce ne siano abbastanza per curare tutti.

A fronte di una popolazione di quasi 30 milioni di abitanti, quelle disponibili aa livello nazionale sono meno di 12 mila.

A ciò si aggiunge la mancanza di condizioni igieniche di base. Centinaia di migliaia di famiglie vivono in alloggi di fortuna senza rispettare il distanziamento e soprattutto senza accesso a cure di base, acqua pulita e sapone per lavarsi le mani. Una situazione che ha spinto la comunità internazionale a promettere 1,35 miliardi di dollari per aiutare a salvare vite, anche se non saranno comunque necessari.

La priorità è che gli stanziamenti promessi alla Conferenza internazionale siano resi subito disponibili per un’adeguata risposta umanitaria. Senza sono a rischio 5,5 milioni di vite: mentre il Covid avanza, 10 milioni di persone sono sull’orlo della carestia e 17 milioni non hanno accesso ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari“, ha affermato Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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