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Alaska, i cacciatori tornano uccidere animali selvatici grazie a Trump

Trump revoca la legge di Obama e permette ai cacciatori di uccidere animali selvatici e cuccioli per svago. Accade in Alaska, ma c'è chi protesta.

Animali selvatici in Usa

Grazie a una mossa del presidente Usa, Donald Trump, in Alaska i cacciatori tornano a uccidere animali selvatici. È quanto prevede l’allentamento delle restrizioni alla caccia della fauna selvatica diramato da Washington.

Trump è con i cacciatori di animali selvatici?

Per molti cittadini Usa, questa revoca a una legge passata rispecchia la personalità del presidente Donald Trump. Già nel 2017 l’inquilino della Casa Bianca aveva firmato una prima revoca. Dopo anni di politica sostenibile e rispettosa delle specie animali sotto Barack Obama, il suo successore ha cambiato direzione. Nel 2017 la legge Fish and Wildlife Service per evitare la caccia sconsiderata è stata abolita dal Senato americano con 52 voti su 47.

La norma vietava di cacciare animali in letargo, ma la sua revoca ha aperto la strada a metodi crudeli verso gli animali. Tante le organizzazioni ambientaliste indignate: “L’amministrazione Trump ha raggiunto in modo scioccante un nuovo minimo storico nel trattamento della fauna selvatica. Permettere l’uccisione di cuccioli di orso e di lupo all’interno dello loro tane è barbaro e disumano” ha sottolineato Jamie Rappaport Clark, presidente dell’organizzazione Defenders of Wildlife.

La caccia prima di Trump

Con l’allora presidente Barack Obama, ai cacciatori statunitensi era vietato utilizzare metodi brutali. Nel 2015, l’amministrazione Usa aveva introdotto nuove norme per tutelare i predatori e mantenere gli equilibri dell’ecosistema dell’Alaska. Con la revoca firmata da Trump, i cacciatori potranno dare la caccia agli orsi neri nelle loro tane, dalle quali potranno farli uscire utilizzando della luce artificiale. Potranno essere uccisi cuccioli di orso con le loro mamme, così come cuccioli di lupo o coyote.

Con le nuove norme che il National Park Service e US Fish and Wildlife Service introdurranno, i cacciatori potranno intrappolare e uccidere gli animali con tecniche barbare. “L’uccisione di animali per divertimento o sport non solo causa sofferenze inaudite alla fauna selvatica, ma minaccia interi ecosistemi e habitat naturali” ha dichiarato Ben Williamson, direttore del programma World Animal Protection US.

L’Alaska approva il ritorno alla caccia

Di tutt’altro avviso sono i politici dell’Alaska. Secondo il senatore repubblicano dello Stato, Dan Sullivan, la revisione dei regolamenti era opportuna. Sullivan sostiene che le norme di Obama abbiano imposto i divieti “senza consultare i comitati di tribù che si sostengono con la caccia di animali selvatici“. Gli ha fatto ecco la Tanana Chiefs Conference: invece che operare per il bene, Obama avrebbe minacciato “pratiche di gestione sostenibile che vanno avanti da secoli“. Secondo le istituzioni dell’Alaska, le revoche di Trump genereranno opportunità di turismo, soprattutto nei rifugi. Non è dello stesso avviso Jesse Prentice-Dunn, direttrice del Center for Western Priorities. Per Prentice-Dunn, queste “pratiche crudeli” favoriscono “le compagnie petrolifere e dei cacciatori di trofei“.

Il riferimento è alla revoca sul disboscamento della Tongass National Forest, che ha portato alla concessione di appalti per la costruzione di strade in uno dei polmoni verdi del pianeta Terra.

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