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Alta tensione al confine tra Cina e India: si contano i morti

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Negli ultimi anni le tensioni fra Cina e India sono state nascoste. Il recente scontro al confine le ha messe in luce. Cosa succederà adesso?

Tensione al confine fra Cina e India

Al confine tra Cina e India si respira alta tensione perché un ufficiale e due militari dell’Esercito indiano sarebbero morti in uno scontro con i militari di Pechino. Lo ha reso noto la Difesa indiana oggi 16 giugno. La situazione nella Valle di Galwan, nel Ladakh orientale, è molto tesa.

La zona è, infatti, contesa fra i due Paesi. Il governo indiano ha fatto sapere che i militari coinvolti erano in loco per sedare un’escalation di conflitti. Dieci giorni prima, il 6 giugno, le due parti avevano avviato dei negoziati procedendo al disimpegno.

Cina e India, alta tensione al confine

I negoziati e il disimpegno sono un tentativo di spegnere il fuoco delle dispute territoriali fra due potenze mondali. New Dehli soffre da tempo le penetrazione cinese nel Paese: per l’India la Nuova Via della Seta è un pretesto di Pechino per ampliare la sua influenza.

Sulle infrastrutture, infatti, si gioca la prima disputa tra i due Paese. Al confine con Tibet, Buthan e Nepal, e nella Valle di Galwan, i primi di maggio le due potenze sono entrate in tensione. A Galwan, New Delhi possiede un’area strategica per le operazioni militari e Pechino ha osservato con attenzione la costruzione di strade da parte dell’India nella regione. Per questo, Pechino ha spostato i suoi militari al confine.

Tra i due Paesi nel 1962 è stata costruita una frontiera di 3.500 chilometri dopo un conflitto durato circa un mese.

Non solo confine: la strategia delle superpotenze

La Cina bada alla forma: i primi di giugno l’Esercito popolare di liberazione ha condotto una simbolica esercitazione al confine. Al confine le due superpotenze non riescono a raffreddare le tensioni. Per l’India la Cina ha già forzato il confine.

Nel 2017, Pechino, sempre più forte sul nucleare, ha avviato i lavori di costruzione di una strada nel Donglang e l’India li ha bloccati. Il motivo? Che la zona a ridosso del Buthan possa permettere alla Cina di stendere la sua ombra su quei luoghi. Per questo motivo, l’India ha deciso di giocare la carta della geopolitica: negli scorsi anni ha rafforzato le sue relazioni con Buthan e Nepal oltre a porsi in dialogo con il Myanmar.

I cantieri di New Dehli sono la risposta diretta a quelli di Pechino.

Cina e India: prove di pace?

Entrambi gli Stati alternano tensione a periodi di calma. Con il vertice di Wuhan nel 2018 e i negoziati di Channai l’anno seguente, hanno cercato di fermare il loro braccio di ferro. Nella sostanza, il lavoro di ciascun Paese è andato avanti. La Cina ha continuato a tessere rapporti con il Pakistan, storico nemico giurato dell’India. Nella fragile area di Gwadar, inoltre, avrebbe anche avviato i lavori per la costruzione di una base militare. Anche l’India s’è data da fare. Sul fronte dell’estrazione, ha firmato con l’Australia un accordo per accrescere la collaborazione nell’estrazione delle terre rare (finora monopolio esclusivo di Pechino). Ha preso piede il dialogo fra i due dipartimenti di cybersecurity. La cosa irrita fortemente la Cina.

L’ultimo, esplicito attacco al confine è la forma di una tensione che cova da anni fra i due Paesi. In trenta giorni di conflitto, negli anni Settanta si optò per un muro. E ora, cosa potrebbe accadere?

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.

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