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Nuova Zelanda, 2 casi di coronavirus: è la prima volta in 24 giorni

Dopo l'allentamento delle misure di prevenzione, in Nuova Zelanda sono stati registrati due casi di coronavirus. Si tratta di due cittadine inglesi.

Nuova Zelanda coronavirus
Nuova Zelanda coronavirus

Autoproclamatasi Covid-free dal 9 giugno, la Nuova Zelanda ha registrato due casi di coronavirus: non succedeva da 24 giorni. Si tratta di due donne provenienti dal Regno Unito e giunte nel Paese lo scorso 7 giugno.

Nuova Zelanda, due positive al coronavirus

Dal 9 giugno la Nuova Zelanda ha revocato i vincoli vigenti per arginare i rischi di contagio da Covid-19. Resta valido il divieto di arrivo di persone provenienti da paesi esteri, tranne in rare eccezioni. È il caso delle due donne provenienti dal Regno Unito, alle quali è stato consentito l’accesso in Nuova Zelanda per far visita a un parente in fin di vita.

Non è chiaro al momento se le donne siano di nazionalità britannica o neozelandese.

Dopo essere arrivate in Nuova Zelanda, le due donne inglesi hanno trascorso i 14 giorni di quarantena in un hotel di Auckland, nel pieno rispetto della normativa attualmente valida nel Paese. In quei giorni, tuttavia, il parente è deceduto. Per questo motivo, il 12 giugno hanno fatto richiesta di andare a Wellington, dove si sarebbe tenuto il funerale.

L’indomani è stato dato loro il permesso di effettuare lo spostamento.

Lunedì 15 giugno, sottoposte a tampone, sono risultate entrambe positive. Solo dopo l’esito del test, una delle due donne ha rivelato di aver avuto sintomi riconducibili al Covid-19, ma lei pensava si trattasse di un malessere attribuito a una malattia di cui soffre da tempo. Secondo le autorità sanitarie locali, le due hanno raggiunto Wellington servendosi di un mezzo privato, senza avere contatti con altre persone.

Una volta arrivate al funerale, erano state insieme solo a un altro familiare, che è già stato messo in quarantena.

Per ridurre i rischi di nuovi focolai, le persone che potrebbero essere state a contatto con le due donne, comprese quelle che viaggiavano sui loro aerei e quelle che si trovavano nell’hotel di Auckland in cui hanno soggiornato, saranno contattate e sottoposte al test.

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