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Berov, la casa abbandonata sul fiume e la storia della nobiltà russa

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Circondata da rovi, la casa sul fiume di Berov è il simbolo del passato glorioso della Russia. Perché i turisti ne sono affascinati?

La casa sul fiume di Berov, simbolo di storia russa

Ci sono luoghi che, seppure dimenticati, portano con sé una storia. Come la casa di Berov, che sorge sul fiume Oka: oggi abbandonata, ma simbolo della storia russa. Fra le sue mura avviluppate nei rovi, si respira ancora l’aria di una nobiltà spazzata via dalla Rivoluzione russa, che decretò la fine della dinastia Romanov.

Berov: la casa sul fiume, simbolo di una fine

La villa di sorge alla periferia del quartiere di Aleksinsky, nella città di Petrovka. La sua costruzione risale al 1770 e le ambizioni del proprietario erano alte. Tutto il complesso è stato eretto sulle rive del fiume Oka per godere al massimo del paesaggio circostante. Primo proprietario era Ivan Petrovich Tyufyakin, membro di una nobile famiglia russa. Tyufyakin era un discendente della famiglia Rurik, distinti proprietari terrieri, deputati alla gestione dei giardini imperiali di Mosca.

Il fiume Oka, in Russia

Forse l’amore per i giardini aveva spinto l’uomo a scegliere il fiume Oka per erigere la sua magione nel cuore della campagna. Il palazzo è stato costruito nello stile classico in voga nella Russia di Pietro il Grande. Lo zar, primo imperatore di Russia, amava la città europee e dettò lo stile architettonico in tutto il Paese.

L’edificio è sobrio dal punto di vista delle decorazioni: ad eccezione di due coppie di colonne e dei balconi, le superfici non sono cariche di ornamenti. Tutto il palazzo si può dividere in due parti. La prima ala della casa si apre su un cortile, che offre una vista di tutto il complesso. La seconda parte si affaccia sul fiume. Per godere del paesaggio, qui si trova una rotonda circondata da un colonnato tutt’intorno.

L’idea dell’architetto era quella di aprire il complesso all’acqua e alla natura. L’ambiente è sovrastato da una cupola. Nonostante sia in parte crollata, si può ammirare ancora la sua magnificenza.

Perché la casa sul fiume di Berov affascina?

Dal 1917, anno della Rivoluzione russa, il complesso è morto lentamente. Oggi resta in piedi un rudere ricoperto da edere ed erbacce. Eppure, oltre a rivelare una gloria passata, la casa sul fiume è una tappa per gli amanti dei luoghi storici.

Per il suo stile, la magione è una pagina di storia russa. Nell’Ottocento, la proprietà passò a Barbara Gurko, una delle nobili più colte di Russia. Con lei, la dimora divenne un luogo di letteratura, scienza e arte. Solo dopo il 1917, i Gurko persero i diritti sulla proprietà e il complesso fu trasformato in scuola professionale e dormitorio. Il suo lento spegnersi è legato alla disfatta dei Romanov, gli ultimi zar di Russia. Non è un caso che la fine della famiglia imperiale abbia avuto come teatro una casa: la Ipatiev House, una dimora lussuosa sottratta a Ivan Redikortsev per relegare i Romanov. In quella casa, tutta la famiglia trascorse gli ultimi 78 giorni di vita prima di essere massacrata dalle guardie.


Ancora oggi, il fascino della casa sul fiume di Berov, tanto quanto di altre dimore abbandonata nella campagna russa, raccontano di vite stroncate dall’impeto della storia.

La famiglia imperiale russa dei Romanov

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.

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