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Legge di sicurezza nazionale a Hong Kong, almeno 370 gli arresti

In corso cariche ed arresti da parte della polizia cinese nei confronti dei manifestanti di Hong Kong. Che ora rischiano tanto.

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Scontri ed arresti ad Hong Kong

Si sono ritrovati a Causeway Bay i cittadini di Hong Kong, pronti a manifestare memori del 1 luglio dell’anno scorso quando le proteste si protrassero per giorni, ed ancora in queste ore sono in corso cariche ed arresti (gli ultimi dati parlano di 370 fermi) da parte delle forze di polizia cinese nei confronti dei dissidenti.

Oggi – giorno in cui ricorre l’anniversario della restituzione dell’ex colonia britannica alla Cina nel 1997 – c’é un ulteriore valido motivo per indossare mascherine e ombrelli e farsi avanti a muso duro contro la polizia cinese. Infatti da ieri – con un tempismo senza precedenti – la legge di sicurezza nazionale cinese vige a Hong Kong. Approvata lo scorso maggio ed in pratica imposta da Pechino, nelle intenzioni a legge vuole essere uno scudo di difesa dell’autonomia di Hong Kong, ma per i manifestanti non è altro che un duro strumento di censura della libertà di dissenso e manifestazione.

Nuova legge sicurezza nazionale cinese

Il nuovo decreto sulla sicurezza nazionale in Cina rafforza di fatto i poteri di controllo da parte della polizia cinese a Hong Kong. Ma cosa prevede la nuova legge sulla sicurezza nazionale cinese? La Cina grazie al decreto potrà inviare propri uomini all’interno di istituzioni dove si pensa possano tramarsi “azioni con finalità di secessione e sovversione”. In realtà il Celeste Impero ha imparato la lezione dello scorso anno e ha inteso dare un segnale forte contro le libertà politiche e sociali dei cittadini di Hong Kong.

I dissidenti che oggi hanno affrontato le cariche della polizia cinese potrebbero rischiare una pena che va dai tre anni all’ergastolo, figlia di una giurisprudenza molto lacunosa e volutamente vaga.

Hong Kong, scontri

Intanto l’attivista Joshua Wong ha così commentato via Twitter l’annuncio della conversione in legge del decreto sulla sicurezza nazionale cinese: “È la fine della Hong Kong che il mondo conosceva. Con poteri spazzati via e una legge indefinita, la città diventerà uno Stato di polizia segreta”“. In segno di protesta, il mattatore delle proteste di Hong Kong 2019 ha lasciato il gruppo per la democrazia, Demosisto, insieme a Jeffrey Ngo, Nathan Law e Agnes Chow, figure di spicco della dissidenza di Hong Kong.

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