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Il caso aiuti Covid tra Italia e Ue: mancava l’equipaggiamento

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Sul caso aiuti per l'emergenza Covid in Italia, l'Ue risponde: "Mancanza di equipaggiamento, non di solidarietà".

Caso Covid: Italia vs Ue
Covid, le richieste dell'Italia all'Ue non soddisfatte per "mancanze".

Durante l’emergenza Covid in Italia, l’Ue sembrava aver alzato una barriera. Il caso ha avuto un seguito, se n’è parlato a lungo anche a livello politico, finché un’indagine del britannico The Guardian assieme al Bureau of Investigative Journalism non ne ha tirato le fila.

Il caso degli aiuti Covid, tra Italia e Ue

Secondo la ricostruzione delle prime fasi della pandemia, è palese l’iniziale mancanza di coordinazione tra Ue e Italia. Bruxelles ha risposto con il silenzio alla richiesta di aiuto da Roma, quando i contagi stavano iniziando a salire a dismisura, avvicinandosi a quello che poi è stato definito il picco dell’emergenza sanitaria.

“Questa è la storia di un’Unione europea, incapace di istituire un’adeguata risposta alla crisi che l’ha travolta così rapidamente”, recita l’incipit del report.

La situazione, a febbraio 2020 è rapidamente degenerata sino all’esaurimento dei posti disponibili in diversi reparti di terapia intensiva nel Nord Italia. I dispositivi di protezione individuale scarseggiavano sempre più, soprattutto per medici e infermieri. Il sostegno dell’Ue, però, non sarebbe arrivato per “mancanza di equipaggiamento”, come sostiene Janez Lenarcic, Commissario di Bruxelles per la gestione delle emergenze, nonostante la prima valutazione di una minaccia dall’Ecdc fosse partita il 9 gennaio 2020.


Richieste ignorate a lungo

Non si è trattata dunque di una mancanza di solidarietà: “Nessuno Stato membro ha risposto alla richiesta dell’Italia e alla richiesta di aiuto della Commissione. Il che significava che non solo l’Italia non era preparata a gestire un evento simile, ma che nessuno lo fosse”, ha dichiarato Lenarcic.

Dall’inchiesta emerge che, il 17 gennaio 2020, anche l’Italia non partecipò ad una prima riunione della Commissione europea per la sicurezza sanitaria, indetta per via di alcune polmoniti sospette in Cina, di origine sconosciuta.

Era il periodo del Capodanno cinese e si parlò anche della gestione dei voli diretti da Wuhan a Londra, Parigi e Roma. Dopo i primi due casi accertati di Covid in Italia, il Governo ha chiesto un confronto urgente tra tutti i ministri della Salute europei: gli Stati Membri Ue fecero passare altre 3 settimane prima di accogliere la richiesta.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.

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