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Svezia, lettera scienziati: “La strategia del governo ha portato morte”

25 scienziati hanno scritto una lettera contro il governo svedese: "Non fate come noi”. Disoccupazione record, colpiti soprattutto i giovani.

Svezia lettera scienziati
Svezia lettera scienziati

Continuano le polemiche contro le decisioni adottate dalla Svezia: mentre la Novergia e la Finlandia hanno chiuso i confini, 25 scienziati hanno scritto una lettera di protesta contro il governo. “Non fate come noi”, si legge.

Svezia, scienziati: lettera contro il governo

Giudizio critico nei confronti delle decisioni adottate dal governo svedese nel pieno dell’emergenza sanitaria. Il Paese del Nord Europa non si è mai fermato, nonostante la drammatica crisi sanitaria. A protestare contro il governo sono anche 25 scienziati svedesi, che in una lettera hanno espresso il loro punto di vista. Ora la Svezia ammette: “Abbiamo sbagliato tutto”. Anche Anders Tegnell, epidemiologo di Stato e architetto della risposta nazionale al Covid-19, alla luce dei molti decessi registrasti aveva dichiarato: “Avremmo potuto fare meglio”.

Tuttavia, il mea culpa è risultato tardivo. In Svezia, infatti, si sono finora registrati più di 5600 decessi, oltre 78mila contagi e un tasso di mortalità più alto rispetto a quello riscontrato nelle nazioni vicine, come Danimarca, Norvegia e Finlandia.

“Al momento, abbiamo dato l’esempio per il resto del mondo su come non affrontare una malattia infettiva mortale. Così, senza dubbi né mezzi termini, 25 scienziati svedesi criticano le decisioni prese dal proprio governo.

In una lettera aperta pubblicata il 22 luglio da Usa Today si criticano le scelte a cui il governo centrale ha fatto ricorso per contenere l’emergenza sanitaria. Nessuna decisione pare sia stata azzeccata. La gestione da parte di Stoccolma ha suscitato scalpore e generato non poche polemiche in tutto il mondo. Le autorità, infatti, non hanno imposto il lockdown né la chiusura delle scuole per gli under 16.

Nella lettera scritta da 25 scienziati si legge: “Crediamo che la Svezia possa essere utilizzata come modello, ma non nel modo in cui inizialmente si pensava.

In Svezia, la strategia presa dal governo ha portato alla morte, al dolore e alla sofferenza. La decisione di non imporre alcuna chiusura non ha portato giovamenti neppure sul piano economico. Lo hanno sottolineato gli stessi scienziati: “Non ci sono indicazioni che l’economia svedese abbia avuto risultati migliori rispetto a molti altri paesi”.

“Alla fine anche questo passerà e la vita tornerà alla normalità. Nuovi trattamenti medici arriveranno e miglioreranno la prognosi. Speriamo che ci sia un vaccino. Tenete duro fino ad allora. E non fatelo nel modo svedese”, si legge in conclusione della lettera.

L’economia svedese

L’Istituto di statistica svedese conferma i danni apportati dall’economia del Paese. Infatti, il tasso disoccupazione è salito al livello più alto dal 1997 proprio a causa della crisi successiva all’emergenza sanitaria. Evitare quarantene e lockdown non ha salvato vite umane, ma neanche il quadro economico nazionale.

Nella fascia d’età 16-64 anni i disoccupati a giugno erano 9,4% rispetto al 7,2% registrato nel mese di gennaio e l’8,6% di maggio. Numeri simili non si registravano dal giugno del 1997 quando, alla fine di una grave crisi, in Svezia il numero di persone senza lavoro toccò l’11,7%. I più colpiti, oggi come allora, sono stati i giovani dai 16 ai 24 anni con un tasso di disoccupazione del 28% rispetto al 20,4% di gennaio.

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