×

Seconda ondata di Coronavirus in Spagna: è boom di positivi

Seconda ondata di Coronavirus in Spagna: crescita esponenziale dei nuovi positivi. Alcuni Paesi prendono 'contro-misure'.

coronavirus seconda ondata spagna
Seconda ondata di Coronavirus in Spagna

In Spagna si parla di una seconda ondata di contagi da Coronavirus. A due mesi dalla ripresa effettiva della vita quotidiana, seppur con tutti i provvedimenti del caso per evitare il diffondersi nuovamente della malattia, la terra iberica ricade nell’incubo Covid.

Il secondo Paese europeo più colpito dalla pandemia, dopo l’Italia, deve fare nuovamente i conti con l’emergenza sanitaria. Dopo i 300 casi giornalieri di inizio luglio, che destavano qualche piccola preoccupazione, negli ultimi giorni si sono iniziati a registrare ben 900 nuovi positivi con una crescita, dunque, esponenziale. La situazione è sempre più preoccupante in Aragona, Catalogna e Madrid.

Coronavirus, seconda ondata in Spagna

A destare maggiori preoccupazioni, in Spagna, è la regione della Catalogna dove nelle ultime ore le autorità hanno deciso provvedimenti drastici per tentare di contenere quella che è stata ormai definita, a tutti gli effetti, una “seconda ondata di Coronavirus.

Per 15 giorni disposta la chiusura di discoteche, pub e locali notturni.

Gli ultimi bollettini della Protezione Civile iberica, inoltre, indicano un alto tasso di asintomatici al Covid: ciò fa evidenziare l’ottima efficacia dei test – poiché individuano in tempi celeri il Coronavirus – ma anche la preoccupazione che qualcuno asintomatico possa diffondere il Covid se non vengono rispettate le linee guida dell’Oms (distanziamento sociale, uso della mascherina e lavaggio delle mani).

I Paesi che ‘sconsigliano’ la Spagna

Ma anche i Paesi esteri adesso hanno paura della seconda ondata spagnola. Per esempio, la Francia ha invitato i suoi cittadini a non recarsi in terra iberica né in Catalogna. La Norvegia, invece, ha imposto una quarantena di 10 giorni. A far discutere è certamente la posizione del Regno Unito che ha tolto la Spagna dai ‘Paesi sicuri’ costringendo chi rientra dalla nazione iberica a rispettare quattordici giorni di quarantena mentre chi è rientrato da poco dovrà sottoporsi al test per il Coronavirus.

Il Belgio invece ha posto il divieto ai suoi cittadini di recarsi a Huesca, in Aragona. Sconsigliati anche i viaggi in Aragona, Catalogna, Paesi Baschi, Navarra, La Rioja ed Estremadura.

Contents.media
Ultima ora