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Due migranti riportati in Libia sono stati uccisi a Tripoli

Due migranti sudanesi hanno perso la vita in una sparatoria nel porto di Tripoli. L'Oim denuncia: "Non è un posto sicuro per i più fragili".

Due migranti riportati in Libia sono stati uccisi a Tripoli

Due migranti sudanesi che cercavano di fuggire dalla Libia, riportati a Tripoli, sono stati uccisi nei pressi della città. Lo ha reso noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). La stessa ha riferito che i due profughi sono stati colpiti da una raffica di proiettili.

Migranti riportati in Libia, poi uccisi

Secondo quanto rivela l’Oim, i due uomini erano originari del Sudan. Dopo essere stati intercettati in mare, sono stati riportati alla costa dalla Guardia Costiera libica.

Giunti sulla costa libica, le autorità locali hanno cominciato a sparare: cinque migranti sono rimasti feriti, altri due sono morti; gli altri, invece sono rimasti illesi. I sopravvissuti sono stati tutti trasferiti nei centri di detenzione. “Le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili” ha dichiarato Federico Soda, capo missione Oim in Libia riferendosi all’utilizzo della violenza eccessiva.

La Libia? Non è un porto sicuro

Ancora una volta, l’Oim ha ribadito che “la Libia non è un porto sicuro“, lanciando nuovamente un appello all’Unione Europea e alla comunità internazionale.

L’auspicio dell’Organizzazione è che si “agisca con urgenza:È necessario mettere in atto un sistema alternativo che permetta che le persone soccorse o intercettate in mare siano portate in porti sicuri. È altresì necessario che ci sia una maggiore solidarietà tra gli Stati europei e gli Stati mediterranei che si trovano in prima linea” recita la nota rilasciata dall’Oim.

Migranti, boom di arrivi in Sicilia

Oltre alla Calabria, è un’estate di sbarchi anche in Sicilia.

Nelle giornate di giovedì 9, venerdì 10 e sabato 11 luglio hanno lambito le coste siciliane centinaia di migranti. Ora siamo al punto che persino l’hotspot di Lampedusa è al collasso. All’emergenza umanitaria, si unisce quella sanitaria. Diversi profughi sono positivi ai tamponi per il Covid-19. Sono tutti in buone condizioni e la maggior parte viene dal Pakistan.

Per questo, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha annunciato l’utilizzo di una nave militare della capienza di mille posti, per permettere ai migranti al largo delle coste di trascorrere un periodo di quarantena.

Navi da quarantena per i migranti: quanto costano?

Le cosiddette navi da quarantena sono imbarcazioni private utilizzate per isolare i migranti in arrivo sulle coste italiane. Secondo quanto riportano i media, lo Stato versa alla Compagnia Italiana di Navigazione circa 900mila euro e 1,2 milioni per l’affitto di imbarcazioni gestite rispettivamente da Rubattino e Moby Zaza. Il 13 luglio è decaduto il contratto stipulato con la Moby Zaza. Ora le imbarcazioni sono coinvolte nel trasferimento di viaggiatori in Sardegna e sulle isole, grazie alla ripresa lenta del turismo. Per questo, Palazzo Chigi si è rivolto alle imbarcazioni militari: nell’attesa di un segnale forte dall’Europa, come sembra attendere la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese.

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