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La curva Covid della Svezia ottenuta senza lockdown

La curva covid della Svezia a luglio 2020 dopo le strategie adottate dal governo.

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Covid, la curva della Svezia

La gestione Covid da parte della Svezia è stata ampiamente chiacchierata in tutto il mondo. Soprattutto in Italia dove si guardava quasi con invidia al Paese scandinavo: mentre i cittadini italiani erano costretti a vivere il lockdown, quelli svedesi andavano in giro senza alcuna limitazione in piena emergenza sanitaria.

Ma è stata una scelta azzeccata? La curva Covid sembrerebbe dire di sì: la Svezia ha fatto bene a non attuare il lockdown e tutte le altre misure restrittive che invece il Governo italiano ha attuato.

La curva Covid della Svezia

L’intenzione della Svezia, infatti, non è mai stata quella di combattere il Covid – che è tra le infezioni più contagiose dell’ultimo secolo – ma di proteggere gli anziani e le persone vulnerabili, consentendo al tempo stesso ai giovani, meno soggetti a rischi, di circolare, di contrarre il virus e di sviluppare gli anticorpi di cui avranno bisogno in futuro per combattere agenti patogeni simili.

Un approccio che, secondo quanto denunciato da Andrea Zoppolato, Ceo di Ubivis, non ha previsto appunto il lockdown e il distanziamento sociale, così come l’uso delle mascherine. In terra scandinava non sono state chiuse le scuole e la vita è continuata come se non stesse succedendo praticamente nulla. Certo, c’è da evidenziare l’elevato tasso di mortalità in Svezia: il numero delle vittime è pari a 5.667, un dato notevolmente superiore a quello dei suoi vicini in Norvegia e Danimarca, ma inferiore a quello di Belgio, Italia, Francia, Regno Unito e Spagna.

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