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Covid in Francia, aumentano i casi: Parigi e Marsiglia zone a rischio

Preoccupa l'aumento di casi di Covid in Francia: in un mese, infezioni incrementate di quattro volte. Parigi e Marsiglia le città più contagiate.

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C’è chi teme una nuova paralisi in alcune zone della Francia, dopo che i casi di Covid-19 accertati sono aumentati in modo esponenziale: gli infetti sono quattro volte di più rispetto a un mese fa. Lo ha annunciato il premier Jean Castex, che ha riportato: il tasso di riproduzione del virus è passato dallo 0,7 all’1,4 nel giro di trenta giorni.

I casi di Covid in Francia: zone rosse?

Gli esperti d’Oltralpe sono convinti: quello che sta avvenendo in Francia ha i contorni di una seconda ondata. Nella cosiddetta blacklist vi sono due zone: da una parte Parigi, dall’altra Marsiglia.

L’allarme sulla capitale francese è scattato oggi 28 agosto. Il ministro degli esteri belga ha, infatti, deciso di classificare Parigi “zona proibita”. Il motivo? La malagestione della pandemia nella metropoli. Pertanto, i viaggi con Bruxelles sono stati severamente vietati. Marsiglia, la seconda città più popolata di Francia, condivide con Parigi un infausto destino. Mentre il governo ha deciso la chiusura di locali e bar alle 23 fino al 30 settembre, l’amministrazione locale non ci sta.

Il sindaco verde Michèle Rubirola e il presidente di LR di Bouches-du-Rhône Martine Vassal ritengono che la chiusura anticipata dei bar sia stata decisa senza consultazione.

Francia: nuove disposizioni per settembre

A partire dal 28 agosto, è stato esteso l’obbligo di mascherina all’aperto nelle zone più frequentate di Parigi, Marsiglia e Tolosa. L’obbligo giunge pochi giorni prima della riapertura delle scuole. Per il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, si tratta di un momento decisivo per tutto il Paese, la sua economia e il suo futuro.

E sono le mascherine il ring su cui si gioca la credibilità del governo. Qualche mese fa, avevano suscitato scalpore le parole del portavoce del governo, Sibeth Ndiaye: “Le mascherine non servono a niente“.

Intanto, con la riapertura delle scuole, in Francia come in Italia, alcuni docenti non voglio sottoporsi al tampone.

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