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Malato incurabile sceglie l’eutanasia: morirà in diretta Facebook

L'eutanasia di un malato incurabile francese sarà diffusa durante 5 giorni e via Facebook. Macron si era rifiutato di concederla.

Il francese Alain Cocq che ha deciso per l'eutanasia
Il francese Alain Cocq che ha deciso per l'eutanasia

Un malato incurabile ha scelto l’eutanasia, interrompendo ogni cura e lasciando questa Terra a partire dalla mezzanotte di domani 5 settembre e attraverso una diretta Facebook. L’estremo gesto del francese Alain Cocq fa seguito alla risposta del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron alla richiesta di sedazione profonda avanzata dallo stesso ammalato, purtroppo non acconsentita dal capo di Stato transalpino che ne ha spiegato i motivi: “Non mi pongo al di sopra delle leggi quindi non sono in grado di rispondere alla sua richiesta“.

Macron ha poi aggiunto: “Non posso chiedere a nessuno di andare oltre il nostro quadro legale attuale“, ossia la legge Leonetti sulla fine della vita che consente la ‘cura estrema’ solo nel caso pazienti terminali e quando per il malato mancano poche ore prima di spirare.Un caso molto simile si era dato nel giugno 2019 nei Paesi Bassi dove Noa Pothoven aveva smesso di bere e mangiare per lasciarsi morire dopo il rifiuto del governo olandese di concedere l’eutanasia.

Malato incurabile francese sceglie eutanasia

Alain soffre di una malattia rara che gli provoca frequenti ischemie a causa di un’inspiegabile movimento delle arterie che tendono ad incollarsi l’una sull’altra. Alain Cocq ha vissuto parte dei suoi 57 anni in un perenne calvario (9 operazioni negli ultimi 4 anni) costellato di continue scariche elettriche nel corpo e l’intestino “che si svuota in una sacca“, come lui stesso ha confessato.

“Non ho più una vita dignitosa” questo il motivo dell’eutanasia per il malato incurabile che si è detto pronto a “cessare ogni alimentazione, idratazione e cura, salvo i calmanti, da questo venerdì al tramonto”. Un pseudo caso di eutanasia, che solo l’autopsia potrà corroborare, è avvenuto lo scorso giugno a Latina dove una dottoressa è stata arrestata dopo essere stata scoperta con una siringa accanto al corpo del padre ricoverato come paziente terminale.

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