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Regno Unito, cos’è la regola del sei: misura per far fronte all’emergenza

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Per far fronte all'emergenza coronavirus nel Regno Unito entra in vigore "la regola del sei": non ci si può incontrare in più di 6 persone.

Regno Unito regola del sei
Regno Unito regola del sei

Il premier Boris Johnson ha ammesso che nel suo Paese il lockdown è stato imposto con ritardo. A distanza di mesi dallo scoppio dell’emergenza coronavirus, i numeri del contagio continuano ad aumentare. In molti temono si vada incontro a una nuova chiusura del Regno Unito, dove da lunedì 14 settembre è entrata in vigore la “regola del sei”.

Si tratta di un nuovo provvedimento adottato dal governo britannico per far fronte alla crisi sanitaria: non ci si può incontrare in più di 6 persone appartenenti a diversi gruppi familiari.

Regno Unito, cos’è la regola del sei

Il 14 settembre è entrata in vigore nel Regno Unito la “Rule of six”, cioè la “regola del sei”. Alla luce dell’incremento quotidiano dei contagi da Covid-19, il governo Johnson ha deciso che non ci si può incontrare in più di sei persone di diversi nuclei familiari, sia al chiuso sia nei luoghi all’aperto. Una netta riduzione rispetto alle misure precedenti.

Fino a 24 ore prima, infatti, il limite era fissato a 30 persone.

Non mancano però i dubbi sull’effettiva applicabilità della nuova misura voluta nel Regno Unito. Difficile rispettare il provvedimento sul posto di lavoro, in particolare in ufficio. Lo stesso quando si celebrano matrimoni e funerali (fino a trenta persone), ma anche altre funzioni religiose.

Problema analogo per gli eventi sportivi riaperti al pubblico e per le scuole. La “regola del sei” potrebbe risultare efficace principalmente per le visite casalinghe e i locali pubblici, come pub e ristoranti.

Il governo vuole controllare in particolare la popolazione con un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, che rappresenta quasi il 40% dei contagi. Con loro il ministro della Salute Matt Hancock è stato durissimo: “Così ucciderete i vostri nonni”, sono state le sue parole.

L’obiettivo è quindi quello di mettere a freno la movida e i molti assembramenti esplosi nuovamente nel corso della stagione estiva. Resta di primaria importanza contenere l’espandersi del virus nel Paese, evitando un secondo lockdown, il quale comporterebbe un duro colpo all’economia inglese.

Il governo sta persino chiedendo agli inglesi di denunciare alla polizia comportamenti irrispettosi delle norme anti-Covid. Nel fine settimana un ragazzino dello Wiltshire ha ricevuto una multa di 10 mila sterline per aver organizzato un party in casa con oltre cinquanta ospiti. E sicuramente non è il solo. Difficile però scoprire chi prende simili iniziative.

Intanto è stato imposto un lockdown a pub e ristoranti (concesso solo il takeaway) a Bolton, a nord di Manchester, a causa di un’esplosione di Covid-19.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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