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Un makeup ispirato ad Anna Frank: polemica sul brand di cosmetici Wult

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Il volto di Anna Frank come icona di una linea di blush. È stata l'idea del marchio di cosmesi Wult, ora al centro delle polemiche.

Un makeup ispirato ad Anna Frank: polemica sul brand di cosmetici Wult

Forse c’erano tutte le buone intenzioni, ma anche l’empowerment femminile ha la sua etica. E così il brand di makeup Wult è entrato al centro di una polemica per aver commercializzato un blush ispirato ad Anna Frank. Le reazioni alla commercializzazione del prodotto sono state forti: “Gli Ebrei morti non sono un’opportunità di marketing” hanno scritto in tanti.

Wult e la linea di makeup sulle donne

Wult (acronimo di Woke Up Like This) è un brand di beauty e cosmesi con sede a Hong Kong. Di recente, ha rilasciato una nuova linea di blush ispirata alle donne.

La gamma prevede personaggi che il marchio ha definito “rivoluzionari”: Frida, ispirato a Frida Kahlo, Virginia Wolf, Melinda Gates e Rosalind Franklin, per citarne alcune. Volti di donne con carattere diventate semplici etichette per makeup. Tra i volti, il brand ha scelto anche Anna Frank, la ragazza ebrea vittima della persecuzione nazista.

Un makeup ispirato ad Anna Frank: la polemica

Il caso sta facendo il giro del mondo. Molti, clienti e non del famoso brand, si sono detti allibiti per la scelta di marketing.

Anne Frank era una ragazza ebrea, morta durante l’Olocausto a soli 15 anni. La sua storia divenne nota in tutto il mondo perché l’adolescente scrisse un diario tra il 1942 e il 1944. Il Diario di Anna Frank fornisce uno spaccato inedito della persecuzione nazista verso gli Ebrei, perché visto con gli occhi di una ragazzina. Il primo a scoprire il caso è stato l’autore ebreo Ben M.

Freeman: “Nominare una sfumatura di blush ‘Anna Frank’, che fu vittima di genocidio, è rivoltante“. Come ha sottolineato il brand di cosmesi Wult, l’idea di base era valorizzare le donne che hanno ispirato il mondo. In un articolo pubblicato sul Time Out Hong Kong, il marchio si scusa se molti hanno percepito la campagna come una mancanza di rispetto: “Nostro obiettivo era promuovere il mese della sensibilizzazione sulla salute sessuale nominando i prodotti dopo aver ispirato, donne famose nella speranza di ispirare i clienti WULT a vivere i loro sogni.

e abbattere le barriere di genere“. L’intervento del brand, secondo il quotidiano ebraico The Algemeiner, sarebbe stato poi rimosso.

Anna Frank e la violenza su un’icona

La giovane ebrea Frank è stata oggetto di una accesa polemica anche in Italia. Nel 2017, infatti, è accaduto che alcuni ultras della Lazio hanno avuto la grottesca idea di affiggere sugli spalti dello stadio Olimpico di Roma alcuni adesivi: vi era ritratta Anna Frank con la maglietta della Roma. Il gesto ha fatto adirare la Comunità Ebraica di Roma e gettato un velo di vergogna su tutta l’opinione pubblica. Per la Procura di Roma, il gesto incita all’odio razziale.

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.


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White Dragon
25 Settembre 2020 14:30

Le solite polemiche inutili, di certo lo scrittore in questione pensa ancora che il trucco sia da sgualdrine o da donnette frivole. Magari è stato anche incoraggiato da qualche falsa femminista convinta che truccarsi sia un’imposizione del patriarcato.


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Marco Grieco

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.

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