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Coronavirus, in Francia un medico chiede di “cancellare” Natale e Capodanno

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Julien Lenglet, medico francese di un ospedale privato, propone di vietare la celebrazione del Natale per evitare un «gigantesco cluster nazionale».

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In tutto il mondo, il dibattito sulle sorti del primo Natale e del primo Capodanno in tempo di coronavirus sta riscuotendo pareri contrastanti. Tuttavia, mentre si ragiona su quali siano le decisioni e le limitazioni più adatte per il periodo natalizio, la Francia potrebbe orientarsi verso una posizione estremamente drastica.

Francia, l’opinione del medico: «Cancellare il Natale»

Julien Lenglet, medico francese nonché direttore ed ematologo presso un ospedale privato di Antony, situato nella regione Île-de-France a Nord della Francia, ha proposto di annullare tutte le festività del mese di dicembre per impedire la diffusione di una terza ondata di Covid-19.

L’opinione di Lenglet si è diffusa dentro e fuori il paese in seguito a un’intervista rilasciata all’emittente all news BFMTV.

In questa circostanza, il medico ha dichiarato che Natale e Capodanno potrebbero originare «un gigantesco cluster nazionale e intergenerazionale» che causerebbe «una potenziale terza ondata e un nuovo confinamento». Lenglet ha, poi, aggiunto: «Se dovessi dare un’opinione puramente scientifica e razionale, direi piuttosto di annullare senza esitazione Natale e Capodanno».

Natale: il sondaggio della Francia

In Francia, quindi, il destino del Natale è incerto e, secondo i risultati di un sondaggio Ifop da poco apparso su Le Parsien, circa 7 cittadini francesi su 10 si sono detti favorevoli a rinunciare alle celebrazioni natalizie e restare in lockdown fino all’alba del nuovo anno, se questo si rivelasse decisivo per arginare l’emergenza sanitaria.

Per alcuni, tuttavia, come dimostrano le interviste condotte da Le Figaro, rinunciare alle festività rappresenterebbe un enorme sacrificio: è il caso di madame Yvette, 77 anni, che si è detta «triste e rassegnata» all’idea di passare un Natale senza poter partecipare alla messa tradizionale o del 30enne Thomas che, a malincuore, sta accettando l’idea di trascorrere il mese di dicembre lontano dalla sua famiglia soprattutto nella consapevolezza che «la maggior parte dei miei familiari lavora in campo medico, quindi questo complica ancora di più le cose».


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