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Usa, il figlio di Biden è indagato per attività finanziarie in Cina

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Hunter Biden, figlio del neopresidente eletto degli Stati Uniti, è attualmente indagato in Cina per questioni relative all’adempimento di tasse e affari.

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Dagli Stati Uniti arriva una notizia che riguarda il figlio del neopresidente eletto Joe Biden: Hunter Biden sarebbe attualmente indagato per le sue attività finanziarie in Cina.

Figlio di Biden indagato per attività finanziarie

In una nota ufficiale scritta da Hunter Biden e diramata da Cnn e Nbc, l’imprenditore e avvocato statunitense ha dichiarato: «Ho appreso oggi, per la prima volta, che la procura federale del Delaware ha notificato ai miei legali, ieri, di avere in corso un’inchiesta sulla mia posizione fiscale.

Prendo la questione molto seriamente, ma ho fiducia che sarà dimostrato che ho gestito i miei affari in modo corretto e legale».

A proposito dell’inchiesta, la Cnn ha ipotizzato che le accuse di corruzione o le eventuali irregolarità di natura fiscale possano essere collegate a presunte violazioni delle norme sul riciclaggio. Si sta, infatti, procedendo all’analisi di transazioni e accordi con altri paesi, tra i quali figura anche la Cina.

Secondo l’FBI, alcuni movimenti finanziari sarebbero stati indirizzati a soggetti coinvolti nel controspionaggio, condizione piuttosto usuale quando si intrattengono rapporti d’affari con nazioni come la Cina.

Il supporto di Joe Biden al figlio

La gravità delle accuse rivolte a Hunter Biden non è ancora stata resa nota ma è certo che le indagini verranno svolte dalle forze dell’ordine del Delaware, Stato in cui risiede la famiglia Biden.

La delicata situazione che ha travolto il figlio del neopresidente eletto potrebbe scuotere ulteriormente la già complessa transizione tra l’Amministrazione uscente e quella che si insedierà presso la Casa Bianca a partire dal prossimo lunedì 14 dicembre.

Intanto, lo staff di Joe Biden ha ribadito l’appoggio e il sostegno del presidente al figlio Hunter con le seguenti parole: «Il presidente eletto è orgoglioso di suo figlio, che ha combattuto sfide difficili, inclusi i feroci attacchi personali degli ultimi mesi, e ne è uscito più forte».

Le calunnie contro Hunter Biden non sono una novità delle ultime ore ma erano già state più volte espresse nel corso della campagna elettorale che ha preceduto le elezioni americane dello scorso 3 novembre. In questo contesto, ad esempio, gli affari economici gestiti in Cina dall’uomo sono stati frequentemente strumentalizzati da Donald Trump, anche durante i dibattiti elettorali. Gli argomenti sostenuti da Trump sono sempre stati smontati e negati da Joe Biden che, tuttavia, pur non essendo mai stato coinvolto nelle attività del figlio, non è mai riuscito a cancellare completamente il sospetto che potessero essersi verificati dei conflitti di interesse.


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