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Egitto, Patrick Zaki: sfiducia e malessere nella lettera alla famiglia

Patrick Zaki, nel carcere di Tora per altri 45 giorni, ha inviato una lettera alla famiglia in cui manifesta sfiducia e malesseri fisici e mentali.

Lettera

Lunedì 7 dicembre, in Egitto, è stata emanata una sentenza da parte del giudice della terza sezione del tribunale antiterrorismo de Il Cariro. La sentenza stabilisce che lo studente e attivista egiziano Patrick Zaki sarà detenuto presso il carcere di Tora per altri 45 giorni.

La decisione è stata recentemente commentata dal 29enne.

Patrick Zaki: la lettera alla famiglia

Patrick Zaki, attualmente rinchiuso nel carcere di Tora, ha inviato una lettera alla famiglia, datata sabato 12 dicembre. In questo modo, Zaki ha potuto esprimersi in relazione a quanto stabilito lo scorso 7 dicembre e informare i familiari sulle sue condizioni fisiche e mentali.

«Le recenti decisioni sono deludenti come al solito, senza una ragione comprensibile. Ho ancora problemi alla schiena e ho bisogno di forti antidolorifici e di qualcosa per dormire meglio.

Il mio stato mentale non è un granché dall’udienza.» ha scritto il prigioniero e, poi, ha aggiunto «Continuo a pensare all’Università, all’anno che ho perso senza che nessuno ne abbia capito la ragione, voglio mandare il mio amore ai miei compagni di classe e agli amici a Bologna. Mi mancano molto la mia casa lì, le strade e l’università. Speravo di trascorrere le feste con la mia famiglia ma questo non accadrà per la seconda volta a causa della mia detenzione».

L’intervento degli attivisti e di Amnesty International

Il messaggio di Zaki è stato riportato sulla pagina Facebook intitolata ‘Patrick Libero’ da parte degli attivisti, che hanno manifestato anche una «grave preoccupazione per la salute mentale e fisica di Patrick».

Allo stesso modo, è intervenuto Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International. Riferendosi alle dichiarazioni del giovane uomo, Noury ha affermato: «Amnesty International è veramente allarmata per le condizioni fisiche e mentali di Patrick Zaki che sembrano in via di deterioramento. Spero che le parole dolorose di Patrick giungano al Governo italiano e che il Governo faccia veramente qualcosa di più, di meglio e di veloce rispetto a quanto ha fatto finora, per assicurare che Patrick possa tornare presto in libertà».


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