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Danimarca, vittoria per le donne: “Rapporto senza consenso è stupro”

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Le donne hanno ottenuto una grande vittoria con la nuova legge in Danimarca che giudicherà il sesso senza consenso come stupro.

Danimarca stupro
Danimarca stupro

In Danimarca, dal primo gennaio 2020, entrerà in vigore una nuova legge che giudicherà come stupro qualsiasi rapporto sessuale in cui una delle persone coinvolte non abbia dato il suo consenso. Il sesso senza consenso equivale a tutti gli effetti ad una violenza, uno stupro.

Vittoria delle donne in Danimarca

La Danimarca è diventata il dodicesimo Paese in Europa a riconoscere il sesso senza consenso come stupro. La nuova legge è appena passata in Parlamento unicamerale danese e ha ampliato le circostanze che potrebbero costituire uno stupro. Secondo la vecchia legislazione i pubblici ministeri dovevano trovare il modo per dimostrare che lo stupratore aveva usato violenza o aggredito qualcuno che non era in grado di resistere. Erano, praticamente, considerati stupri solo i rapporti in cui erano presenti violenza, minacce o costrizione.

Questo è un grande giorno per le donne in Danimarca poiché getta leggi obsolete e pericolose sullo stupro nella pattumiera della storia” ha dichiarato Anna Bluś, la ricercatrice sui diritti delle donne di Amnesty International. Con Amnesty il percorso per arrivare alla legge era iniziato nel 2008, quando l’associazione aveva documentato come in Danimarca pochissimi stupri venissero condannati e solo 4 denunce di stupro su 10 finissero davanti ad un giudice.

Dopo cinque anni è stata approvata una legge che considera come stupro la costrizione di una vittima indifesa, ma si concentrava sulla violenza e non sul consenso. “Una legge sul consenso conforme ai diritti umani rende la Danimarca un esempio per altri paesi in Europa che hanno a cuore l’accesso alla giustizia per le vittime di stupro e la vera parità di genere” ha continuato la ricercatrice.

Secondo il ministero della Giustizia danese, ogni anno 11.400 donne in Danimarca subiscono stupro o tentato stupro. La ricerca dell’Università della Danimarca meridionale ha stimato che questa cifra potrebbe essere stata di 24mila nel 2017. Nel 2019 solo 1.017 stupri sono stati denunciati e solo 79 hanno portato a delle condanne. Con questa legge è il consenso che deve essere esplicito, non il dissenso e quindi si adegua ai principi della Convenzione di Istanbul del 2011 sulla violenza delle donne, che stabilisce che le nazioni firmatarie debbano considerare illegale qualsiasi atto sessuale privo di consenso. L’Italia, nel settembre del 2012, ha sottoscritto la Convenzione di Istanbul, mentre il Parlamento l’ha ratificata nel 2013. Nonostante questo la legislazione non è ancora stata modificata secondo le direttive del documento e la normativa italiana considera lo stupro un reato solo se sussistono l’elemento della violenza, della minaccia, dell’inganno, dell’abuso di autorità e della coercizione. Amnesty International Italia ha lanciato la campagna #iolochiedo per chiedere al Governo italiano di intervenire per revisionare l’articolo 609-bis del codice penale e adottare un modello che valorizzi il consenso della persona offesa e non solo la violenza o la minaccia.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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