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Vaccino Covid, in Israele è record: 100 mila somministrati in un giorno

Intanto arrivano le parole del direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma dopo le prime 139 vaccinazioni in Italia

vaccino covid

Lo stato di Israele ha somministrato in un giorno circa 100mila dosi di vaccino contro il Covid. Secondo il ministero della Salute israeliana, ieri, lunedì 28 dicembre, sono state inoculate 98.916 dosi, un record da quando è iniziata la campagna di vaccinazione una settimana fa.

“Continueremo in questo modo e anzi aumenteremo ulteriormente il ritmo”, ha commentato il ministro della Salute, Yuli Edelstein, rivolgendosi allo straordinario lavoro degli operatori sanitari.

Nel Paese, per il momento, sono stati somministrati in tutto 379mila vaccini. Israele è quindi al primo posto nel rapporto tra popolazione e vaccini somministrati secondo una ricerca dell’Università di Oxford.

Vaccino Covid

Intanto, in Italia il vaccino contro il Covid sviluppato dalla Pfizer ha ufficialmente fatto il suo ingresso nel Paese.

Il piano per la distribuzione prevede che da qui i vaccini vengano trasportati in 21 siti di riferimento dislocati nelle regioni. La campagna vaccinale è partita ufficialmente il 27 dicembre.

Quelle arrivate a Roma sono le prime 9.750 dosi. Migliaia di fiale raggiungeranno i vari territori via terra grazia all’utilizzo di 60 autoveicoli e 250 militari. Le restanti saranno portate allo scalo di Pratica di Mare dove cinque aerei (due C27J dell’Aeronautica, due Dornier Do.

228 dell’Esercito e un P-180 della Marina) le trasporteranno nelle mete più lontane.

V-Day

Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, ha parlato del V-Day all’interno dell’Istituto. Il suo racconto svela il resoconto di una giornata così importante, in cui è iniziata la campagna vaccinale in Italia. “Ci siamo svegliati oggi più sereni e più ottimisti: abbiamo il primo vaccino, ne abbiamo somministrati 139 e stanno tutti benissimo. Oggi però non è il tempo di rilassarsi né di ricercare o costruire storie o personaggi. Non abbiamo eroi o angeli, ma operatori che fanno il proprio dovere fino in fondo nella quotidianità e che hanno voluto dare la loro testimonianza d’amore per loro stessi, per i loro cari, per i pazienti, per il Paese”.

“Continuiamo a lavorare perché la strada, ora in leggera discesa, è comunque ancora tutta da percorrere fino alla fine. Vinceremo, ma guai a distrarsi!” ha scritto in un post su Facebook. “La notte precedente il 27 dicembre, come tutte le vigilie importanti, è stata lunghissima e insonne. Mi è passato davanti tutto il film di questi 11 lunghissimi e duri mesi: dalla coppia cinese al ‘non abbiate paura’, dal giovane italiano proveniente dalla Cina al ‘non abbassiamo la guardia’, dai canti sui balconi alla depressione di massa, dalle spiagge e dalle discoteche prese d’assalto ai cattivi maestri che si lanciavano in dubbie esercitazioni sulla sconfitta prematura del virus, causa caldo”.

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