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Londra, matrimonio in una scuola per poter aggirare norme anti Covid

La polizia di Londra ha denunciato un wedding planner per aver organizzato un matrimonio in una scuola in modo da aggirare le norme anti Covid.

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Anche nel Regno Unito come in Italia vale il proverbio “fatta la legge trovato l’inganno”, ed ecco che un wedding planner di Londra è stato denunciato dalle forze dell’ordine per aver organizzato un matrimonio da oltre 400 invitati in una scuola ebraica della capitale britannica (la Yesodey Hatorah Senior Girls ‘School di Stamford Hill) al fine di aggirare le norme sugli assembramenti anti Covid.

La polizia ha fatto irruzione nell’edificio proprio mentre si stava officiando la cerimonia e ora l’organizzatore dovrà pagare 10mila sterline di multa per aver violato la normativa sanitaria.

Covid, matrimonio in una scuola di Londra

Secondo quanto riportato dai media britannici, quando alle ore 21:15 di giovedì 21 gennaio le forze dell’ordine sono giunte sul luogo dell’accaduto hanno trovato le finestre della scuola oscurate dall’interno, probabilmente per evitare possibili sguardi indiscreti su quanto stava accadendo.

Una volta entrati, gli agenti hanno trovato circa 400 persone che stavano partecipando alla cerimonia religiosa, violando ogni tipo di norma anti Covid relativa all’assembramento e al distanziamento sociale.

A quel punto in molti hanno tentato di scappare, ma le forze dell’ordine sono riuscite a sanzionare almeno cinque partecipanti con multe di 200 sterline a testa, oltre ovviamente all’organizzatore che dovrà invece pagare una multa di 10mila sterline.

Tramite una dichiarazione ufficiale, l’istituto scolastico ha affermato di aver effettivamente affittato la sala principale della struttura per quella sera, mi essere stata all’oscuro che vi sarebbe stato celebrato un matrimonio al suo interno.

Il commento delle autorità

Un portavoce della scuola ebraica femminile, il cui preside rabbino Avrahom Pinter è morto lo scorso aprile proprio a causa del coronavirus, ha affermato: “Siamo assolutamente inorriditi per l’evento di ieri sera e lo condanniamo nella maniera più assoluta”.

Nel commentare la vicenda, un portavoce del primo ministro Boris Johnson ha inoltre aggiunto: “Grandi raduni come quello rappresentano un rischio per la salute, non solo per chi vi partecipa, ma anche per chi vive con questi ultimi o per altre persone con cui potrebbero entrare in contatto”.

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